Allattare al seno è naturale? Meglio non dirlo, altrimenti si arrabbiano.

Allattare al seno è naturale? Apriti cielo, non si può dire.

 
Ogni tanto, fanno capolino proteste da parte di scienziati vari nel mondo, che si oppongono alla definizione di naturale per fenomeni come l’allattamento al seno.
Soprattutto correlare la vaccinazione con l’allattamento, definite la catena fredda e calda della prevenzione, sembra mettere in confusione diverse persone. Allattare è naturale? Bleah!
 
Già nel 2010, alcuni ricercatori sostenevano che l’allattamento al seno depotenziava le vaccinazioni, ne inibiva il funzionamento e che sarebbe stato meglio non allattare nei periodi di vaccinazione.
 
Ricordate sicuramente quell’articolo apparso su Pediatrics che abbiamo commentato qualche tempo fa, nel quale alcune ricercatrici pensavano che definire naturale l’allattamento al seno avrebbe potuto allontanare le madri dalle vaccinazioni.

Definire l’allattamento come naturale, è un problema di natura etico, perchè sarebbe come dire che naturale vuol dire meglio, e invece non è così

La cosa strana è che l’ OMS spinge e spende miliardi per favorire l’allattamento al seno, senza farsi questi pipponi sul fatto di essere naturale o meno, se sia bene o male
Apriamo una piccola parentesi, e vi lascio questo stralcio di intervista fatto da Ilaria Betti al Dr. Chirichiello, neonatologo e pediatra esperto in allattamento al seno
Trascorrevo ore e ore con le neomamme in ospedale, poi passava l’infermiere di turno con la bottiglietta di latte artificiale. Ho capito allora che dovevo rimettermi a studiare, tentare un nuovo approccio per far sì che le donne capissero davvero l’importanza dell’allattamento al seno. Molte neomamme sono convinte di non averne affatto, ma la produzione di latte funziona secondo un principio molto preciso: più il seno viene stimolato, più produrrà. Più il bambino viene attaccato ogni volta che mostra segnali di fame, più il seno provvederà a nutrirlo nel giusto modo e nelle giuste quantità. Quello che molte mamme faticano a capire è che tutte hanno il latte. Le donne sono mammiferi e come tali sono ‘progettate’ per allattare il proprio cucciolo. Nonostante ciò, negli studi e nelle varie inchieste, quando si chiede alle madri perché non abbiano allattato al seno, la risposta più comune è sempre la stessa: ‘Perché non avevo latte’. In realtà, c’è una percentuale bassissima, addirittura inferiore al 5%, di reale mancanza di latte: si tratta di situazioni anatomiche rarissime o di disturbi che colpiscono l’ipofisi. In tutte le altre situazioni, c’è spesso una mamma che viene lasciata sola, con dubbi irrisolti e non adeguatamente supportata dalle figure sanitarie di riferimento o dalla famiglia
Il tasso di allattamento al seno è basso nei paesi occidentali per diversi fattori. C’è, ad esempio, una cultura dominante che vuole che la donna torni subito al lavoro. Quest’ultima, una volta tornata in ufficio, spesso non trova un ambiente adatto a proseguire l’allattamento: è costretta ad andare in gabinetto a tirarsi il latte ogni due o tre ore se vuole continuare ad allattare. Questo non è giusto, dovrebbero essere creati degli ambienti idonei. E dovrebbe essere garantito lo stipendio al 100% per almeno i primi sei mesi di vita del bambino. Un altro fattore che influisce è la spinta commerciale del latte artificiale, il cui acquisto viene suggerito dagli stessi pediatri e incoraggiato da pratiche scorrette. Ad esempio, non si potrebbe suggerire la marca della formula da comprare alle dimissioni dall’ospedale dopo il parto, eppure ciò accade sempre più spesso. Nel corso di studi in pediatria non c’è neanche un esame sull’allattamento, è una vera e propria lacuna nella pediatria italiana. Così, mancando di formazione, si propina troppo facilmente la bottiglia di latte artificiale già nelle prime ore di vita, si passa poco tempo accanto alle mamme per aiutarle, si consiglia il ricorso all’aggiunta con troppa leggerezza. A quante madri in ospedale è stato insegnato come spremere il seno per evitare ingorghi o il corretto uso del tiralatte? In altre parti del mondo, anche più povere, viene insegnata la spremitura perché questa può servire, in assenza del tiralatte. In Italia, invece, si tende a pensare: ‘Non c’è problema, per ogni eventualità c’è l’artificiale’”.
Torniamo a qualcosa di più leggero.
Stessa polemica, sterile, è arrivata recentemente da un italiano che purtroppo vive all’interno di un conflitto d’interesse avendo ricevuto da anni sostegni vari da GSK, MSD, Pfizer, Sanofi, Seqirus
Polemica nata a seguito di questo breve e simpatico video promosso dal Ministero
Facciamo un gioco ed analizziamo queste parole, vi va?
Partiamo dalla fine, si parla di effetti collaterali della comunicazione e di attenzione.
Ad esempio, si potrebbe fare più attenzione nel cercare di evitare titoli clickbait, nel migliore dei casi.
Dire che non è naturale, e poche righe dopo sostenere il contrario. In questi 30 secondi si sostiene che tutto ciò che è naturale fa bene? Dato che la cicuta è naturale, allora ce la mangiamo perchè fa bene?

Basta con le supercazzole che non dicono niente.
Basta con le sterili prese di posizione soltanto per difendere i propri interessi.
Basta divulgatori che non hanno idea di come si comunichi.

Di Grazia, quale sarebbe questo movimento di pensiero? Quale sarebbe il mondo terribile che viene con questa dichiarazione? 
Un mondo in cui il cibo viene coltivato nel rispetto della terra, senza utilizzare pesticidi dannosi per noi e per l’ambiente.
Un mondo in cui l’essere umano non gioca a credersi onnipotente, modificando i semi e (soprattutto) rendendo dipendenti gli agricoltori da un particolare fornitore? Si, BayerMonsanto parlo con te.
Un mondo che non vive nella paura della malattia e dei batteri, dove nessuno viene visto come untore, nessuno viene discriminato in base ad aver preso o meno un farmaco, un mondo che accetta la possibilità di prendersi la varicella o il morbillo, parliamo della malattia più comune del mondo
Un mondo dove ognuno di noi è primo ed unico responsabile del proprio corpo, senza cedere a ricatti.
Un mondo in cui rispetto, gentilezza e cooperazione sono all’ordine del giorno, e non strane eccezioni.
Dove devo firmare?
Immagino qui.
Come al solito, saranno parole al vento

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Autore dell'articolo: GG

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