Frutta? Carne? Verdura? Che si mangia? Un’elegante analisi a cura di Stefano Re

Un fenomeno che trovo particolarmente affascinante è il rifiuto illogico e completamente irrazionale da parte di molte persone – anche intelligenti – di affrontare una evidenza persino quando ce l’hanno proprio davanti agli occhi. Non parlo di evidenze che richiedano filtri particolari, interpretazioni, competenze, studi o esperimenti, parlo di evidenze immediatamente osservabili senza bisogno di alcuna preparazione o interpretazione. Eppure, vengono rifiutate a livello mentale come se fossero invisibili – e addirittura combattute con argomenti teorici quando qualcuno le indica.
Uno di questi casi riguarda la questione se l’essere umano sia da considerarsi onnivoro, erbivoro, frugivoro o di altro particolare orientamento alimentare.
Vegano rosso, NON AVRAI IL MIO SCALPO
Quando parlo di rifiuto illogico sorretto da teorie strampalate, parlo ad esempio della storiella scritta da qualche furbastro che recita più o meno: «La dieta vegana è innaturale: accetterò il veganesimo quando 100 vegani, dopo essere andati a vivere per tre anni in un bosco, con orsi e lupi, nudi come mamma li ha fatti, torneranno tra noi in 150, in buona salute, senza aver sfruttato gli animali in alcun modo.»
Premesso che alcuni vegani possono risultare insopportabili nella loro ansia di convincere della preminenza della loro dieta, e premesso che l’eticità di una scelta di vita andrebbe commisurata con i fattori culturali contestuali, incluso ovviamente il convincimento mediatico di massa, la storiella citata qui sopra è evidentemente una scemenza fatta e finita. Secondo questa logica delirante infatti, l’essere umano è ovviamente per sua natura anche uno stupratore, visto che lo stupro era la regola nelle epoche in cui gli esseri umani vivevano nel bosco nudi come mamma li aveva fatti. Nemmeno la democrazia andava molto di moda: comandava chi aveva un bastone più grosso e la volontà di romperlo in testa a qualcun altro. Mica come questi annoiati fighetti odierni che si cullano con immaginari “diritti”. Andate nel bosco nudi e vediamo quanto durano i diritti umani.
Scegliere di non mangiare animali è certamente una scelta che si può fare solo quando vi sono alternative, come appunto oggi. In assenza di alternative, gli esseri umani sono veramente onnivori. Per esempio quando degli esseri umani restano intrappolati in un luogo senza cibo disponibile, pur di sopravvivere diventano persino cannibali. Vogliamo dunque considerare naturale anche il cannibalismo?
All’estremo opposto esistono annoiati figli di una società comoda che il bosco se lo sognano proprio, non sanno nemmeno distinguere un sistema digerente di un carnivoro da quello di un frugivoro, ma si sentono dei veri T-Rex addentando una bisteccona gonfia di antibiotici.

ZANNA in BIANCO

 

Ora, non serve nessuna laurea per osservare la dentatura umana e fare una comparazione anche rozza con quella di animali carnivori, come i gatti o i leoni, di animali erbivori come le mucche ed i cavalli o di animali frugivori come la maggioranza delle scimmie, in particolare le specie più vicine a noi secondo la teoria evolutiva.
I carnivori posseggono dentature frontali acuminate, canini di grosse dimensioni, denti laterali e posteriori seghettati. Una dentatura atta a lacerare la pelle e strappare rapidamente brani di carne, poco adatta invece a masticare. I carnivori, infatti, inghiottono pezzi di carne senza praticamente masticare. Al contrario, gli animali erbivori posseggono grossi denti smussati, necessari per una prolungata masticazione che maceri già nella bocca le fibre vegetali. I frugivori hanno invece dentature identiche a quelle umane: denti frontali piatti per forare le bucce o rompere le scorze, denti smussati laterali per masticare la polpa trasformandola in bolo con la saliva prima della deglutizione.
Per osservare gli organi digerenti interni occorre ovviamente affidarsi a ciò che descrivono i libri, a meno di voler aprire dei corpi e guardare direttamente. In entrambi i casi, anche negli organi interni non è complicato rendersi conto con che tipo di alimenti il nostro corpo sia progettato per funzionare meglio: i carnivori non producono enzimi digestivi, i frugivori e gli umani, sì. L’Acidità relativa dello stomaco pieno per i carnivori è intorno a 1, per erbivori e frugivori tra 4 e 5, come per gli esseri umani. Lo stomaco dei carnivori occupa una parte preponderante del percorso digestivo per i carnivori (fino al 70% del volume totale), per i frugivori assai meno (intorno al 30%) e così per gli umani (tra il 21% e il 27%). L’intestino tenue dei carnivori è lungo da 3 a 6 volte il loro tronco, nei frugivori da 10 a 12 volte, negli umani da 10 a 11 volte. Il colon dei carnivori è corto e liscio, i Frugivori lo hanno lungo, complesso, talvolta presenta anse, esattamente come quello umano.

Anche altri organi, se osservati nelle loro funzioni (reni, fegato), evidenziano che l’essere umano assomiglia molto ai frugivori, un po’ meno agli erbivori e per niente ai carnivori.

BASIC baby INSTINCT

 

Ma al di là della osservazione comparativa, un altro elemento mi pare immediatamente evidente: se poniamo un bambino di fronte ad una pila di ciliege, una di brani di carne sanguinolenta e uno di erbe commestibili, lui sceglierà di cibarsi dei frutti e non delle altre due risorse. Il colore, l’aspetto e l’odore dei frutti infatti attiva questo istinto, mentre colore, odore e aspetto della carne o dei vegetali non lo attiva.

In effetti, l’odore e l’aspetto del sangue è collegato al contrario a meccanismi istintivi di allerta. Vengono percepiti a livello istintivo come segnali di pericolo imminente, non di succulento pasto in arrivo. Se la natura ha mantenuto un simile approccio istintivo persino attraverso millenni in cui l’uomo si è forzosamente cibato regolarmente di carne, mi pare abbastanza evidente che non siamo stati raffinati dall’evoluzione per questo tipo di alimentazione.

FATTI NON FUMMO PER BRACIOLE, anche se son buone

 

Insomma, che l’uomo sia un animale frugivoro è una evidenza chiara e semplice, priva di qualsiasi dubbio o remora. Eppure, moltissime persone la rifiutano per principio. Come te lo spieghi che mangiamo carne da millenni? Chiedono. E come devo spiegarmelo? Mi pare abbastanza evidente: la specie umana è molto adattabile. In epoche in cui i frutti scarseggiavano, ha imparato a sopravvivere cibandosi di altri prodotti che non sono l’ideale ma che la sua adattabilità ha permesso di introdurre nella propria dieta.
Il consumo di carne offre una forte concentrazione di proteine e di lipidi, una miscela assai utile ad esempio nel costituire una struttura muscolare forte e una riserva di energie per i periodi di carestia. Non mi sembra affatto stupefacente che sia diventato un alimento molto ricercato nella dieta dei nostri progenitori. Nondimeno, questo non ci rende biologicamente più adatti ad assimilarlo, né ci rende più simili ai carnivori.
Anche la assunzione di cocaina offre dei vantaggi a breve termine. Possiamo anche assumere cocaina per decenni. Possono assumerla intere popolazioni volendo, questo può renderci dipendenti dal consumo di cocaina, ma non ci rende biologicamente progettati dall’evoluzione per assumere cocaina.
Gli esseri umani sono, che piaccia o meno, frutto dell’evoluzione. Se abbiamo dentatura da frugivori, apparato digerente da frugivori e se gli istinti dei bambini li portano a selezionare i frutti come cibo questo implica che, piaccia o meno, l’evoluzione ci ha disegnato per essere frugivori.
Che poi si voglia mangiare carne, il che certamente offre alcuni vantaggi specifici a breve termine, non cambia la natura del nostro “design”, ne dimostra e mette alla prova semplicemente le capacità di adattamento.
Stefano Re

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Autore dell'articolo: GG

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