Cosa c’è di etico in chi (s)parla a vanvera?Una critica sensata (forse)

**Sono stato costretto a cambiare il titolo dell’articolo, causa diffida inviatami dall’avvocato dell’autore dell’articolo. Diffida inviata tramite mail. Comunque, sicuramente vero, avrei potuto evitare di mettere il suo nome all’interno del titolo, ma : è davvero così grave? Chi firma l’articolo, su un magazine online, non diventa un personaggio pubblico? Non esiste la capacità di saper accettare le critiche? Se ti esponi come hai fatto tu, ti aspetti rose e fiori? Tra l’altro, mi sono mostrato disponibile a leggere un altro articolo fatto in maniera non dispregiativa. Ma sapete che dico, alzo le mani e ammetto di aver sbagliato.  Fra l’altro, sono uscite decine di risposte su decine di blog, in cui all’interno non ci sono parole felici per ML. La prossima volta, prima di insultare una categoria di persone basandosi su pregiudizi, pensaci due volte. Io mi limiterò a riportare eventuali link e nomi nell’articolo in sè. Non volevo ferirti nel cuore o ledere la tua dignità. Senza risentimento, e buona vita.**

Penso che per portare davvero le persone a riflettere, sia necessario fare davvero un grande lavoro dietro. Un lavoro su se stessi, che non si ferma alle etichette o alle prime difficoltà.
Siamo nel 2017 e gli onnivori sono ossessionati dai vegani.

L’idea che qualcuno abbia potuto prendere una via diversa dalla propria, che abbia scelto di non contribuire all’uccisione di altri esseri senzienti, è tanto dura da accettare?
Troppi miei contatti hanno condiviso quest’articolo, per sottolineare con forza il fatto che “voi vegani non siete superiori”

Perché non c‘è nulla di etico nella vita di un vegano

È un articolo questo?È veramente una critica al vegano? Matteo Lenardon, non pensi che avresti potuto fare di meglio?
Velocemente alcuni motivi con cui provo ad analizzare questo capolavoro che mancava nel panorama nazionale

  1. Come è possibile criticare così ferocemente delle persone, andando a incentrare il proprio discorso sull’alimentazione? Essere vegani vuol dire solo mangiare quinoa tofu e avocado ogni giorno? E’ molto probabile che questo autore non conosca nemmeno un vegano, e abbia costruito il suo articolo su una personale concezione del veganismo come una moda. E questo traspare dall’inizio alla fine : è una critica al vegano chic.
    Vuoi fare una critica seria al mondo del veganismo? Benissimo, ci sta.
    Forse però una critica scritta da un vegano sarebbe intanto più coerente, e soprattutto non avrebbe il fine ultimo di generare flame, cosa di cui questo articolo potrebbe bene portare la bandiera.
    Magari sarebbe stato più completo cercare di andare alla radice di questo problema, non è di certo colpa del vegano se vengono espropriate terre e ridotti umani alla fame per la produzione di quinoa (che poi, a dirla tutta, quante volte avete mangiato la quinoa?). Magari sarebbe stato più corretto parlare del comportamento aggressivo di ogni multinazionale del cibo, che vedendo aumentare la domanda, si è comportata di conseguenza. Semplice logica di mercato, non c’era nessun pretesto per attaccare il vegano.
    Critico il vegano sul mangiare, come se fosse questo l’unico argomento di discussione nella sua vita.
    Perchè non parlare di abbigliamento e di quello che c’è dietro all’industria della moda? Perchè non parlare della nostra salute, dalle creme di bellezza ai farmaci che passano per la sperimentazione animale?
    Cazzo, anche la dannata “green economy” è altamente criticabile! Energia solare, elettrica : è sicuramente meglio ed un passo avanti rispetto al petrolio, ma dietro? Ma perchè, la tecnologia è vegana?
    Sfruttamento di persone, sfruttamento del territorio, e di chi lo abita.
    Ha forse parlato delle insalate rinchiuse nella plastica e certificate VeganOK? Su quello l’avrei accettata una critica, perchè se è una vera critica serve per portare spunti di riflessione e migliorare.
    Non è concepibile fare un articolo per criticare uno stile di vita e concentrarsi soltanto su un aspetto, facendolo esclusivamente con la voglia di screditare.
    Grazie ad Alberto Paganini ( e sulla soia consiglio di leggere il commento di Alberto Infante più in basso)
  2. Vuole parlare di etica, e come maggiore esponente cita la Innocenzi?
    Che  si occupa di benessere animali negli allevamenti? Scusami, ma che idea hai del vegano?
    Ma amico mio, ti do qualche suggerimento se davvero vorrai fare una critica al veganismo, perchè sono pronto a leggerti. Prova a partire da Peter Singer, oppure ti consiglio Melanie Joy, Jonathan Foer, Jeremy Rifkin; di italiano ho letto un bel libro di Lorenzo Guadagnucci. Vuoi ampliare lo sguardo? Ti consiglio Enrico Manicardi, se ti piace cosi tanto criticare. Non mi sento di dire cosa è etico e cosa no, perchè come hai scritto è un termine molto abusato, però penso che leggendo questi testi potresti perlomeno avere un’ idea su cosa voglia dire veganismo ed etica.
  3. I vegani si riempiono la bocca parlando di etica, e poi la loro quinoa, il loro avocado, porta morte e distruzione! -> un papello condito da un accozzaglia per dire soltanto ” Vedete? I vegani non sono migliori di noi” con una chiave di lettura che, umilmente, ritengo degna di un bambino. Cosa c’è di più puro di un bimbo? Quale discussione e quale critica può mai dare un articolo che dall’inizio alla fine spala insulti? Il tuo pensiero è chiaro dal primo rigo. C’è modo e modo per fare riflettere, sei stato in grado  di mascherare tutto con uno stile di scrittura, nel mio umile ed insignificante e probabilmente sbagliato parere, così arrogante da incrinare lo schermo dei computer. Lamentiamoci dei 270 litri d’acqua per mezzo kilo d’avocado, e non parliamo però che per produrre un kg di carne ne servono 15.000. Per non parlare delle terre dell’Amazzonia sempre più esigue a causa della deforestazione per permettere agli allevatori di piazzare il loro bestiame. Ma no, tu che mangi quinoa, avocado, tofu.. sei una merda quanto me, e mi impegnerò con il qualunquismo più becero per dimostrarlo.


    Da Simple Happy Kitchen

  4. Pur di andare contro ai vegani ha ideato un discorso che sta in piedi ma é assolutamente strampalato ed evita di dire la cosa più importante, cioè il non uccidere altri esseri senzienti. Io penso che chi abbraccia questo stile di vita, ma per davvero, non si sente superiore all’altro. Come può passare in secondo piano una cosa del genere?
    Totalmente glissare sull’aspetto più bello e forse più puro, per quanto questa frase possa sembrare romanzata.
  5. Cito un pezzo finale del tuo discorso “Il movimento vegano usa la parola “specista” per apostrofare chi secondo gli adepti non mette vita animale e umana sul medesimo piano di importanza. Quale parola dovremmo usare per identificare chi sceglie di dare priorità alla propria coscienza piuttosto che alla vita, alla salute e alla serenità di altri esseri umani? Soprattutto quando parliamo di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo, mentre la coscienza risiede in un corpo con un taglio asimmetrico che vive tra Berlino, Milano o Londra.
    Insomma, anche qui, facciamo passare il vegano per una persona almeno spregevole quanto me, così posso dormire durante la notte.Vero è che le industrie sfruttano dalla notte dei tempi e continueranno a farlo, dato che il loro unico scopo è il profitto. Ma la tragedia di questo articolo è che cerca di assolvere le “debolezze del carnivoro” con le “malefatte dei vegani”.Certamente nessuno di noi può credere di essere coerente o etico al 100%, tuttavia ognuno può fare del proprio meglio: scegliendo di nuocere il minimo indispensabile, nei limiti delle proprie possibilità (materiali ed intellettuali).Se le critiche non sono intellettualmente oneste, con una precisa volontà di fondo.. non sono critiche. Sono spazzatura. Ma in fondo è meglio riderci su quando si leggono pezzi del genere, non vale la pena arrabbiarsi. Diritto di parola e di opinione, ognuno ha la sua.
    Ma non mi aspettavo niente di diverso.
    Magari cambierai idea, un giorno.

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Autore dell'articolo: GG

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