Eli Lilly : tra off label, ghostwriting e rialzi di prezzi, è sempre la solita storia

Eli Lilly, azienda fondata nel 1876 dal colonnello Eli Lilly, un chimico veterano di guerra. Tra le 2000 aziende più grandi del mondo.

Zyprexa, Prozac e metadone i suoi prodotti di punta. Vediamo quante grane hanno combinato negli ultimi anni?
Sempre la solita storia, parliamo di organizzazioni criminali. E amano fare marketing aggressivo, questa addirittura ha superato tutti i limiti

 

La fluoxetina, noto ai più come Prozac, uno dei primi SSRI, apparve alla fine degli anni 80 e i dirigenti della Eli Lilly volevano accantonarla dopo aver pensato di commercializzarla per i disturbi alimentari. Inizialmente la FDA fu scettica ed evidenziò gravi vizi nei trial della Lilly. […]Risulta anche che il 25% dei pazienti avesse preso un farmaco aggiuntivo e, quando la FDA nel 1985 eliminò i pazienti che assumevano altri farmaci dal trial della Lilly, non c’era alcun effetto significativo della fluoxetina. Aggiungendo le benzodiazepine, la Lilly ha violato le regole per i suoi trial ma non ha informato la FDA, e quando la FDA lo ha appreso in seguito, l’agenzia lo ha autorizzato ugualmente violando così le sue stesse regole.

Leggi anche : Come approvare un farmaco che non ha mai funzionato. Storia della fluoxetina

Insomma, i dirigenti della Eli non sono mai stati dei novellini per quanto riguarda corruzione e vendere farmaci off label.
La stessa cosa si è verificata proprio 10 anni fa, con lo scandalo Zyprexa.

 

 

In poche parole, prescrivere un farmaco per un utilizzo non previsto dalle linee guida, e quindi non autorizzato, non si può fare.

TUTTE le aziende farmaceutiche lo fanno. Di continuo.

Lo ha fatto, ad esempio, la Merck per il Vioxx.

Anche qui, la Eli Lilly ha pensato bene di elargire milioni e milioni di dollari per organizzare dei corsi di aggiornamento che prevedessero la prescrizione dello Zyprexa per gli anziani affetti da demenza, nonostante non ci fosse alcuna evidenza per farlo.
Come hanno aggirato la questione?

Semplicemente dicendo ai medici di parlare dello Zyprexa come un farmaco che aiutasse a contrastare determinati sintomi, e non che fosse per la malattia. Poi nel pratico ai pazienti dicevano fosse per trattare la malattia eh, che vi pare. Come riporta il DOJ, dal 1999 la Eli Lilly ha speso molto per promuovere lo Zyprexa nelle case di cura, soprattutto inizialmente attraverso i suoi principali canali di distribuzione. Poi ha convinto i medici a prescrivere ai pazienti il farmaco per trattare la depressione, l’ansia, problemi del sonno, o problemi comportamentali, fino alla demenza legata all’ Alzheimer. Almeno fino al 2003. Ovviamente, l’azienda è stata beccata ma ha detto di essere responsabile dal 1999 al 2001, figuriamoci se si prendono le loro responsabilità

Multa salatissima : 1.5 miliardi di dollari

 

Alcune parole dal Dipartimento di Giustizia(DOJ) americano, che si è a lungo occupato di questo caso

“La promozione off-label dei farmaci è un reato grave perché mina il ruolo della FDA nel proteggere i cittadini americani, che è quello di determinare che un farmaco è sicuro ed efficace per un particolare uso prima che venga commercializzato. Quando le aziende farmaceutiche ignorano quali sono i protocolli governativi per proteggere il pubblico, minano l’integrità del rapporto medico-paziente e mettono in pericolo persone innocenti. Il marketing off-label ha creato rischi inutili per i pazienti. Le persone hanno il sacrosanto diritto alla competenza del proprio medico, e di sapere che il loro giudizio non è stato offuscato da una disinformazione da parte di un’azienda che cerca di portare acqua al proprio mulino”.

 

Altra pratica per cui è stata multata la Eli Lilly riguardo allo Zyprexa : il ghostwriting.
Uno sconosciuto scrive un articolo “scientifico” che decanta e loda questo o quel farmaco, e poi un importante medico di quel determinato settore ci mette la firma. Molto semplice.

Sempre per lo stesso motivo, anche la Merck è stata multata per il Vioxx. Così come la GSK ha pubblicato articoli scritti da ghostwriter per quanto riguarda il Paxil .

Nel 2019, due scandali freschi freschi che coinvolgono questa azienda.

Il primo è una frode a carico del governo americano : grazie ad uno whistleblower, si è scoperto che la Lilly teneva al ribasso il cosidetto AMP, cioè il prezzo medio che i rivenditori pagavano alla Lilly per un farmaco. Tenendolo più basso, pagavano meno poi il governo. E, chiaramente, lo facevano sapendo cosa ci avrebbero guadagnato. Freddi calcolatori.

Il secondo è un colpo ai pazienti diabetici : altro farmaco top sales nelle file della Eli Lilly, l’insulina. I prezzi sono stati rialzati in maniera vertiginosa, fino al 150%, e sembra che sia stato fatto per dare una spintarella alle persone e le aziende che decidono dove e come piazzare i farmaci nella catena di distribuzione, le PBM, anche per quanto riguarda le assicurazioni. Un bel giro di denaro insomma, sempre perchè ricordiamo che il loro interesse primario è verso gli azionisti, e non verso chi ha bisogno del farmaco.

Oggi che è la giornata mondiale dell’alimentazione, una piccola domanda a chi prende insulina : avete mai pensato di passare ad una alimentazione vegetale?

 

Insomma, non è poi tanto importante il nome dell’azienda o il farmaco che produce. Le azioni sono sempre le stesse, e vanno, casualmente, sempre a discapito del malato.

Sicuramente non la mia vita, o di quelli che stanno male.

Bello farsi prendere per il culo, vero?

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Autore dell'articolo: GG

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