I vaccini sono il nuovo motore dell’industria farmaceutica.

I vaccini stanno diventando il motore dell’industria farmaceutica.

 

Valore del mercato vaccinale intorno ai 25 miliardi di dollari, con previsione di 100 nel 2025

Quando vi dicono che le Aziende farmaceutiche guadagnano di più sui farmaci (ovvero sul curare gli ammalati invece che vaccinarli) fategli presente che lo stesso Garante della concorrenza ha detto:

La redditività del settore vaccinale – e segnatamente delle imprese appena citate – è elevata, addirittura superiore a quella dell’industria farmaceutica nel suo complesso, che pure da tempo risulta essere l’industria più redditizia in assoluto: secondo stime recenti il margine operativo netto dei prodotti vaccinali raggiungerebbe infatti il 30%, a fronte di un margine medio dell’industria farmaceutica del 21%.
Simile redditività risulta inoltre amplificata dai tassi di crescita del settore, che, negli ultimi anni, sono stati di molto superiori a quelli registrati dal resto dell’industria farmaceutica” (Pag.34)

Piccola parte del mercato con enormi profitti e previsioni di crescita

Come emerge da questo documento pubblicato da Millous Kaddar, analista consulente dell’ OMS, le parole del garante sono corrette. Ma nella presentazione di Kaddar sul mercato globale dei vaccini, c’è altro.

Il monovalente Bexsero®▼e il quadrivalente Menveo hanno fatto guadagnare alla GSK, nel 2015, rispettivamente 167 e 232 milioni di dollari, fatturati raggiunti anche grazie all’accordo con il governo britannico per far rientrare il vaccino nei programmi nazionali di immunizzazione, con la somministrazione ai bambini di due, quattro e 12-13 mesi. La domanda delle dosi è stata così alta che all’inizio del 2016 l’azienda inglese si è trovata a corto di scorte,inoltre assicura che entro il 2020 verranno lanciati 40 nuovi farmaci e vaccini, di cui l’80% ha il potenziale di essere “first-in-class” grazie a nuovi meccanismi d’azione.
Le nuove molecole e l’andamento della company sono stati presentati il 3 novembre 2015 a New York agli investitori finanziari di tutto il mondo.

Come potete vedere, si parla di bruscolini

Andrey Witty, CEO di GSK, ha evidenziato come i nuovi prodotti già contribuiscono e contribuiranno nel prossimi anni a pareggiare (e non solo) le perdite dovute alla scadenza dei brevetti e alla conseguente erosione dei generici.
In effetti, da quando si è passati dai 3 vaccini degli anni ’80 (antipolio, antidif-tetanica) ai 15 odierni (aggiungendo quelli contro epatite B, pertosse, emofilob Hib, meningococco B e C, pneumococco, rotavirus, morbillo, parotite, rosolia, varicella, papilloma virus, influenza…) il “mercato” è cambiato, con guadagni consistenti da parte dei produttori.
Dal 2000 al 2013 il valore del mercato dei vaccini è quadruplicato: da 5 miliardi di dollari a quasi 24 miliardi di dollari nel 2013.Tuttavia, il mercato in Occidente è piccolo, come mostrano i grafici, perché i tre quarti della popolazione mondiale risiede nei paesi in via di sviluppo.
Obiettivo per i prossimi anni: raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2025 grazie ai 120 nuovi prodotti che sono stati programmati e di cui 60 vengono dichiarati rilevanti per i paesi in via di sviluppo.

Qui potete leggere il rapporto completo di Milous Kaddar, analista OMS.
E normale che l’industria farmaceutica guadagni vendendo i propri prodotti, come qualsiasi azienda. Quello che non è accettabile è l’intervento diretto o indiretto nelle politiche sanitarie dei governi, o l’insistere in spregiudicate tecniche di marketing di vendita della paura allo scopo di incrementare i fatturati. E’ questo aspetto a destare maggiore preoccupazione.

Per approfondire.

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Autore dell'articolo: GG

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