Antipsicotici e bambini, aumenta il rischio del diabete!

I bambini che iniziano il trattamento con antipsicotici di seconda generazione potrebbero essere esposti a un aumento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, specie quelli che utilizzano anche antidepressivi. A suggerirlo sono i risultati di un ampio studio retrospettivo opera di un team della University of Pennsylvania di Philadelphia, pubblicato da poco su JAMA Pediatrics.

Dato che un gran numero di bambini assume questi farmaci, le implicazioni relative ai possibili danni a lungo termine possono essere contrastanti” afferma David M. Rubin, del Children’s Hospital di Philadelphia, in un comunicato stampa.

Nell’introduzione, i ricercatori spiegano che gli antipsicotici di seconda generazione sono sempre più prescritti ai bambini coperti dall’assicurazione sanitaria Usa Medicaid, da soli o in combinazione. L’impiego di questi farmaci nei giovani è risultato associato a effetti avversi di tipo metabolico, ma stimare il rischio di diabete di tipo 2, che è un outcome più raro, è difficile, scrivono Rubin e i colleghi.

Nel loro studio, i ricercatori hanno analizzato un ampio campione di bambini e adolescenti dai 10 ai 18 anni coperti dall’assicurazione Medicaid tra il 2003 e il 2007 al fine di capire se l’inizio di un trattamento con un antipsicotico di seconda generazione fosse associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2. Nel complesso, sono stati analizzati 107.551 bambini e ragazzi che nel periodo considerato avevano iniziato una terapia con antipsicotici di seconda generazione e 1.221.434 bambini e ragazzi che, invece, nello stesso periodo non ne avevano fatto uso.

Le analisi hanno evidenziato nei bambini e negli adolescenti trattati con gli antipsicotici un rischio di sviluppare il diabete aumentato di oltre il 50% rispetto ai coetanei che non li prendevano (OR 1,51; IC al 95% 1,35-1,69). Il rischio di sviluppare il diabete nell’arco di 20 mesi è risultato pari a 38 casi su 10.000 bambini nel primo gruppo contro 25 casi su 10.000 bambini nel secondo.

Inoltre, rispetto a coloro che prendevano solo antipsicotici di seconda generazione, gli autori hanno trovato un rischio di sviluppare il diabete ancora più alto tra i bambini che, oltre all’antipsicotico, prendevano anche un antidepressivo (OR 1,94; IC al 95% 1,54-2,44), ma non tra quelli assumevano in concomitanza farmaci stimolanti.

Utilizzando come gruppo di riferimento i bambini che hanno iniziato risperidone, i ricercatori hanno trovato un aumento del rischio di diabete tra quelli che hanno iniziato il trattamento con ziprasidone (OR 1,61; IC al 95% 0,99-2,64) e quelli che lo hanno iniziato con aripiprazolo (OR 1,58; IC al 95% 1,21 -2,07), ma non tra quelli che hanno iniziato a prendere quetiapina od olanzapina.

“Anche se questi risultati dovrebbero sicuramente farci riflettere, non dovremmo reagire in modo eccessivo” afferma Rubin nel comunicato. “Piuttosto, dobbiamo integrare queste nuove rivelazioni sul rischio di diabete in una considerazione più riflessiva sui reali rischi e benefici insisti nella prescrizione di un antipsicotico a un bambino. Dovremmo cercare, con tutti i mezzi possibili, di ridurre al minimo il numero di bambini e adolescenti esposti a questi farmaci potenti. Tuttavia, nel caso di alcuni bambini che hanno una crisi, dobbiamo anche ammettere che il beneficio dell’antipsicotico per la gestione dell’episodio acuto può ancora essere superiore al rischio”.

Nell’articolo, Rubin e i colleghi scrivono che medici e famiglie dovrebbero rivedere la strategia di trattamento per affrontare i comportamenti difficili.

“Una volta che un bambino è in terapia con l’antipsicotico, bisognerebbe concordare un piano e rivalutare periodicamente se un servizio di consulenza evidence-based, come la terapia cognitiva focalizzata sul trauma, potrebbe essere utile per affrontare il trauma emotivo sottostante, che spesso è alla radice del comportamento problematico” aggiunge Rubin. “Questa rivalutazione periodica dovrebbe anche avere l’obiettivo di cercare di interrompere la terapia con l’antipsicotico il più presto possibile, una volta che questi problemi sono più affrontati in modo più adeguato”.

D.M. Rubin, et al. Risk for Incident Diabetes Mellitus Following Initiation of Second-Generation Antipsychotics Among Medicaid-Enrolled Youths. JAMA Pediatr. 2015;doi:10.1001/jamapediatrics.2015.0285

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Autore dell'articolo: GG

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