“Questa la mia esperienza con chemio e radio” la storia di Rossella

Avevo promesso che finita la radioterapia avrei espresso quelle che sono state le mie vicessitudini di malata di cancro.

Mi hanno scoperto il cancro al seno esattamente un anno fa, tramite ecografia privata, da un medico che ha tutt’ora da parte mia un’enorme stima per competenza e sensibilità, era di venerdì e mi ha inviato subito, per il lunedì successivo a fare mammografia, ovviamente a pagamento, nel referto ecografico si parlava di attenuazione degli echi a sx tra i QS/SI di circa 15 mm,mal delimitabile,non ectasie duttali,no adenopatie ascellari sospette rilevabili.

La mammografia ovviamente rivela e conferma che ho un carcinoma duttale infiltrante in fase iniziale e vengo inviata all”ospedale Versilia ,dove verrò operata il 6/10/2018 ,con responso di Carcinoma duttale Multiplo in situ, di circa 13mm t1c con focolai multipli.

La sottoscritta precisa fin dal primo approccio di non essere ancora in menopausa ,anzi lo ribadisce più volte ,come da PROTOCOLLO le viene assegnata terapia ormonale con Tamoxifene.

Al primo incontro la dottoressa Sara Donati ,m’informa che questo farmaco può avere effetti collaterali, tra cui l’eventuale ( non rarissima) conseguenza di sviluppare un carcinoma all’utero ,di cui però non devo preoccuparmi in quanto sarò monitorata( per avere un ecografia al Versilia possono passare da 2 a 5 mesi e più) e nel caso notassero qualcosa sarebbero intervenuti subito con l’asportazione totale di tutto.

Non ho fatto obiezioni, perché il mio buonsenso , la mia educazione e quel minimo di sapere che ho avendo lavorato come infermiera in ospedale mi hanno trattenuto a rispondere a cotanta scarsa capacità di comunicazione, che dovrebbe essere fondamentale in tutti i medici ,in quelli specializzati in oncologia credo sia l’80% per infondere al malato la forza di reagire e quindi, la dove ci sia la possibilità di guarire.

Ho iniziato e protratto per 15 GG la cura e il mio fisico ha reagito malissimo, con febbre, dolori ed edemi agli arti inferiori, considerando che mi avevano CONCESSO di interloquire con loro in caso non avessi tollerato il farmaco ,sono andata e ……

Entro in ambulatorio dell’oncolologa Donati ,trovandomi di fronte un medico incazzato , che nemmeno m’invita a sedermi, rimane in piedi di fronte alla stampante e mi chiede con tono scocciato gli effetti collaterali che le ho anticipato telefonicamente ..

Risposta:La febbre non la dà , sta’ esagerando ,la sospenda e mi faccia sapere, è bel tollerata da tutti.. !!!!

(Immaginate una donna isterica a che è rimasta indietro nelle faccende domestiche).

Ok saluto cordialmente trattenendo il mio vaffanculo e sospendo la cura ,non credo ci voglia uno scienziato per capire che senza cura ho subito iniziato a stare meglio, però e c’è sempre un però ,considerando che per curare il mio cancro era l’unica terapia secondo il PROTOCOLLO ,sicuramente non ero tranquilla ,anche perché c’era comunque una velata insinuazione nefasta da parte dei medici..

quindi proviamo il Femara, altro farmaco che il tumore all’utero non lo faceva venire ,ma ti portava all’osteoporosi,ok ….meglio avere fratture ossee che il cancro…..continuo a ribadire che non sono in menopausa e che magari un eventuale controllo ginecologico e un banale dosaggio ormonale sarebbe stato opportuno, come lo sarebbe stato un banale prelievo per stabilire da cosa fosse provocata la febbre, dato che il farmaco non era responsabile… vabbè..queste sono mie considerazioni.

Inizio Femara.

Dolori ovunque,di nuovo febbre ,15 GG di tribolazione , però so che è la mia cura e senza potrei riavere ricadute..quindi continuo,avviso solo quando non nè posso più,torno alla visita ..mi viene sostituita con Aromasin…..solita storia!!

Mi chiedo se per prevenire una ricaduta devo soffrire per un PROTOCOLLO che dura 5 anni ,m’informo e valuto quale sia la possibilità di sviluppare un tumore nel mio caso specifico ,senza farmaci inibitori dell’aromatasi e scopro che è il 10% …

Torno dopo ulteriore sofferenza di 15 giorni ,nel frattempo mi viene il ciclo e il medico stupito mi chiede:

Ma non è in menopausa?

Onestamente non sapevo che risposta dare…sempre per educazione e sempre per l’innato e assurdo timore di rispondere ad un dottore malamente perché poi…come dicono tutti…TI PRENDE SUL CULO E NON TI GUARDA PIÙ!!!!!

Comprendo immediatamente che queste cose sul mio carattere non fanno leva e che si tratta della mia vita, vedo davanti a me un essere umano e non un medico, quindi penso che anche lui potrebbe essere soggetto ad errori ,mi rapporto quindi all’essere umano cercando una se pur difficile forma di dialogo..

ed esprimo le mie perplessità senza timore alcuno ,senza mezze parole e con educazione ,si arriva alla conclusione che non sono parte di quel 90% che tollera gli inibitori dell’aromatasi e si apre una forma di dialogo più costruttiva.

Premetto di aver valutato anche la mia parte emotiva ,considerando un rifiuto inconsapavele da parte mia ,ma non credo di avere la capacità di simulare un edema agli arti inferiori o una febbre a 38 e mezzo…,sicuramente non ho uno stato emotivo ben equilibrato,non credo lo abbia nessun malato di cancro….

Seconda fase.

Devo fare radiotetapia ,ok entro un determinato periodo dall’intervento come da PROTOCOLLO, per iniziare radioterapia ho dovuto telefonare in regione dopo mesi di attesa logorante ,posso valutare che ci siano casi più gravi del mio ,posso prendere in considerazione l”‘alto tasso di tumori,ma pur sia altruista di natura devo considerare che anch’io sono malata ed ho il diritto di manifestare il mio disappunto,con l’intervento della regione Toscana mi hanno chiamata entro due giorni….lascio a voi il giudizio.

Il 15 marzo ho avuto un crollo psicologico e sono stata portata al Pronto.Soccorso del Versilia ,quel giorno era di turno il dott..Barbacci e l’infermiere Fabio…ero in uno stato catatonico,riuscivo a sentire ma non riuscivo a muovermi né a parlare….prima che intervenisse il medico suddetto l’infermiere Fabio ha espresso “la sveglio io questa stronza che sta’ fingendo…assestandomi 3 pizzicotti sul seno malato,ancora ben visibile ad oggi l’ematoma sulla ferita…una collega le ha detto ” cosa cazzo stai facendo…..”(avevano la mia cartella che dichiarava il cancro al seno sx), dopodiché il medico ha ritenuto indispensabile spararmi nelle narici il ghiaccio in spray , perché come ha dichiarato dall”‘alto del suo sapere ,conosceva trucchi più immediati per trattare la Mattia Delle persone…

Ora mi chiedo se questa è Etica professionale e se fa’ parte del giuramento d’Ippocrate ,a me da tirocinanti medici e caposala mi hanno fatto due palle sul SAPERE,SAPER FARE E SAPER ESSERE…

Ovviamente vi è regolare denuncia verso coloro di cui sto’ parlando , perché io zitta non ci sto’ più, pago le tasse, non ho un reddito, ma non per questo permetto che venga calpestata la mia dignità di essere umano e non tollero che ci sia un abuso di potere da parte di qualsiasi autorità.

Da ora ogni cosa che mi accadrà sarà resa pubblica e chi sbaglia dovrà pagare. Io chiederò solo ciò a cui ho diritto e non resterò in silenzio per timore di ESSERE PRESA PER IL CULO O NON ESSERE CURATA….

ALLA PROSSIMA.

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Autore dell'articolo: GG

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