Come una malattia può aprire la mente : Ida e la distonia cervicale

Avete presente quelle volte che avete un torcicollo da non potervi muovere?
Quelle giornate dove faticate per uscire dal letto?
Immaginate che siate costretti a vivere così, ogni giorno della vostra vita, per anni ed anni.
Difficoltà a camminare, a mangiare (e questi già sono gesti complessi) difficoltà a parlare ed a stare sdraiato.

Riuscireste a sopportare una cosa del genere per tanto tempo?
Questa è la storia e la vita di Ida.

Ida è affetta da una rara condizione chiamata Distonia Cervicale : in poche parole, incapacità di gestire i movimenti. Ma forse così è fin troppo semplice!
E l’inizio non è dei più promettenti, passa del tempo prima di arrivare ad una diagnosi corretta, e aspettare tre anni tra ospedali e medici diversi, dovendo sempre inclinare il collo, non è una passeggiata. Ma alla fine, una terapia è stata trovata :  la tossina botulinica,che l’ha fatta stare meglio! non puoi mai sapere se una cosa è davvero buona o no, serve del tempo per capirlo. Di fatto, col passare degli anni, la tossina botulinica ha di fatto peggiorato la sua vita. Di molto! Fate finta di essere constantemente colpiti da un taser, mentre riposate, mentre mangiate, senza un attimo di sosta.

Questo mi fa pensare anche ad un limite della medicina, e se vogliamo è un problema a tutto tondo : non sappiamo davvero quali sono le conseguenze delle nostre azioni, specialmente in campo medico dove quello che per anni si pensava funzionasse in realtà ti indeboliva alla distanza. I protocolli possono essere utili ma allo stesso tempo lasciano il tempo che trovano. Le altre strade proposte sarebbero state chirurgia o psicofarmaci, senza in fondo garanzie per quello che sarebbe potuto accadere.

Quindici anni di terapia le rendono il corpo resistente alla tossina, mettendola di fatto davanti ad un bivio : continuare con le terapie proposte o cercare qualcos’altro? In queste condizioni ha iniziato un percorso terapeutico poco noto :
ONPF (Ottimizzazione Neuro Psico Fisica) con tecnologia REAC – Radio Electric Asymmetric Conveyer –
Non la panacea per tutti i mali, ma una terapia nata più di 30 anni fa che può essere usata per trattare diverse patologie. D’altronde, un farmaco può essere usato per trattare più disturbi no? Si sfrutta una apparecchiatura che attraverso la fisica usa tecniche di neuro e bio stimolazione, se avete voglia di leggere qualcosa in più su questo trattamento guardate qui.

Piano piano, sono arrivati dei miglioramenti. Adesso vi faccio leggere alcune sue parole, un suo ragionamento a cui tutti possiamo arrivare, e molti anzi lo hanno già fatto :

“Da questa mia precedente esperienza sono giunta alla conclusione che silenziare per anni un sintomo, così come si fa con la tossina botulinica, non è un bene. Io , come la stragrande maggioranza dei malati, presumo, ero convinta di potere silenziare a vita la distonia in codesto modo, che ti da l’illusione di potere “tirare avanti” all’infinito. Il problema è grande, ed effettivamente, bisogna pur “campare” in qualche modo.”

Il lato oscuro della medicina moderna è questa, tendere a utilizzare subito un farmaco (perché è questa la metodologia di trattamento) per spazzare via il sintomo, tralasciando la causa. Che se non trattata adeguatamente, alla lunga esplode perché il corpo non è più in grado di nasconderla. Questo un piccolo sfogo finale di Ida, che tuttavia non vuole essere distruttivo ma costruttivo.

 

La Sanità è uno dei settori che può dimostrare il grado di evoluzione e progresso di un Paese che si fregia di essere moderno, democratico e civile. Lo siamo? Nei fatti, la realtà, sembra ci consegni un terreno refrattario a ricevere certe informazioni che potrebbero fare, forse, una qualche differenza. Lo scenario medico-farmaceutico, purtroppo, non è diverso da qualsiasi altro settore del commercio, dove non è un mistero che, “sponsor potente” comanda e detta legge.Il malato di distonia soffre. A volte anche molto. Ha bisogno di aiuti consistenti per andare avanti. Aiuti, anche farmacologici che spesso presentano degli effetti collaterali anche importanti. Non è colpa di nessuno ma è così. Si fa un gran parlare del fatto che la Medicina deve aiutare minimizzando i danni. E mi chiedo: nei fatti lo si fa? Lo si pratica realmente, o resta solo un proclamo?”

 

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Autore dell'articolo: GG

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