Bexsero e la storia del triangolino nero : parola al Dr. Franchi

Dico subito che, se qualcuno si aspetta un racconto erotico, rimarrà deluso.

Bexsero è un vaccino, l’anti-meningococco B. È stato introdotto in Europa ed in Italia qualche anno fa, nel 2013. Approvato per l’uso pediatrico a partire dal terzo mese di vita. È accompagnato da un’avvertenza prudenziale, a testimonianza della serietà e del rigore dei nostri Organi di Controllo.

Ma prudenza perché? E’ vero che l’efficacia in termini di protezione non è mai stata dimostrata (vedi allegato). Tuttavia esso dà luogo alla formazione di anticorpi robusti, peccato che non durino granché, solo pochi mesi. Come risolvere il problema? Non era cosa da poco, infatti non si fa che affermare come i vaccini siano sicuri, efficaci e testati, controllati in studi clinici in doppio cieco con placebo. Così è riportato nel famoso documento Vaccini della FNOMCeO (luglio 2016), così sull’appena pubblicato Rapporto sorveglianza Vaccini dell’AIFA. Che fare allora? La soluzione non poteva che essere geniale e geniale fu: è bastato mettere un triangolino nero (vedi allegato) e si è potuto superare questi banali ostacoli formali …

Un triangolino nero al posto degli studi clinici! Ma perché non averci pensato prima? Si sarebbe evitato un enorme dispendio di energie e risorse economiche anche per altri casi.
Curiosa è la scelta. Io assolutamente non ci vedo alcuna correlazione, ma non posso fare a meno di osservare che tale simbolo fu usato nei lager nazisti per contrassegnare malati mentali, senzatetto, alcolisti, coloro che erano ritenuti “fannulloni”, prostitute, anarchici (https://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_nero). Un caso del tutto casuale, tuttavia curioso.

Tornando al Bexsero, ho trovato che sui documenti dell’Agenzia del Farmaco italiana (2014) ed Europea (2012) non erano specificati bene alcuni particolari, che rimanevano nel vago. Allora ho consultato le caratteristiche del prodotto così come presentato dalla FDA (Agenzia Americana del Farmaco), revisionata nel settembre 2016 ed ho trovato 3 sorprese:
A) La sicurezza e l’efficacia del prodotto non è stata stabilita in bambini di età inferiore ai dieci anni (questo al settembre 2016).

 

 

 

 

B) Gli eventi avversi gravi – IN ETA’ SUPERIORI AI 10 ANNI – sono il 2,1% il che equivarrebbe a dire che su 500.000 vaccinazioni, sono attesi 10.500 eventi avversi gravi. E su bimbi di tre mesi che hanno una massa corporea 7-20 volte inferiore quanti sarebbero? Non è stato stabilito, appunto.

 

 

C) Per l’approvazione della FDA sono stati presentati alcuni studi di confronto con placebo. Tuttavia il placebo non era proprio placebo, era adiuvante, cioé una sostanza attiva. Questo dal punto di vista tecnico si chiama frode scientifica.

 

 

 

 

 

 

 

In conclusione, l’Italia in questo campo è stata ed è all’avanguardia. Da noi è stato deciso nel 2013 che il Bexsero poteva essere usato nei piccoli lattanti, mentre in USA ancora al momento attuale sono convinti che si possa dare solo ai più grandicelli, in base a studi con FALSO placebo.

Ma non voglio concludere così. Manca infatti la ciliegina sulla torta: in una epidemia di cui non si è parlato granché, in Nuova Zelanda (nel 2008), di 109 casi di meningite, 109 risultarono vaccinati. Anche in Italia diversi vaccinati hanno contratto la meningite, anzi, solo “meningiti lievi”, secondo le versioni ufficiali. In alcuni casi hanno riferito di convulsioni, in forma lieve anch’esse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi spiace se ho dato solo delusioni, ma d’altronde è così.

Fonti

http://www.epicentro.iss.it/…/Istruttoria%20MENINGOCOCCO%20… (Bexsero Ist. Sup. Sanità),

https://gsksource.com/…/Prescribing…/Bexsero/pdf/BEXSERO.PDF (Bexsero Package insert),

https://portale.fnomceo.it/fnomceo/showArticolo.2puntOT… (documento vaccini FNOMCeO)

 

Questa chicca l’abbiamo aggiunta noi.
Ognuno arrivi alla sua conclusione.

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Autore dell'articolo: GG

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