I limiti e non solo della vaccinazione contro il morbillo : a cura di Fabio Franchi

Caso del bambino morto per morbillo a Catania, del Dottor Fabio Franchi

Si possono quantificare i danni da mancata vaccinazione a livello di popolazione?

Introduzione

Indiscutibilmente ogni morte, specie se così prematura, causa partecipazione emotiva, dolore e rabbia, specie al pensiero che fosse evitabile.

Quello che colpisce è pure la enorme amplificazione mediatica del fatto, che induce la popolazione ad una percezione alterata, irreale.

Cerchiamo di tornare con i piedi per terra. Ricordiamo che la nostra condizione umana non ci permette di affrancarci completamente dalla morte e dalla malattia.

Possiamo tentare di ridurla e di attenuarla. In questo caso presumibilmente con il vaccino. Ma è proprio così?

Per capire quanto serva la vaccinazione di massa bisogna avvalersi di statistiche e ragionare freddamente con i numeri. Dovrà essere scelta la soluzione che porta il maggior beneficio e minor rischio a livello di popolazione. Il rischio non sarà mai zero per l’individuo.

Prima di tutto è indispensabile valutare l’importanza sociale della malattia, in questo caso il morbillo.

Esso provoca morti certamente, ma pochi, limitati solitamente ad individui in particolari condizioni.

Per esempio, secondo l’ISS, dal 2008 all’agosto 2016, su 19.119 casi, i morti furono 2 (uno nel 2008, uno nel 2011) in Italia.

La mortalità è calata fin quasi ad azzerarsi prima della introduzione della vaccinazione:

Nella tabella seguente si vede come la mortalità per bambini al di sotto di 5 anni fosse zero per 10.000 prima della introduzione del vaccino.

Tale bassa mortalità, dello zero per 10.000, c’era nonostante i casi fossero ancora tanti nel 1981 ed anni seguenti (fino ad oltre 80.000/anno):

Quindi è discutibile che il morbillo rivesta l’enorme importanza che gli viene attribuita: non è certamente un flagello. Contratto in età pediatrica, mettiamo dall’età di due anni ai 14 anni, come avveniva fino a pochi anni fa, le conseguenze e le complicazioni erano modeste. E le statistiche che vengono presentate dalle Autorità Sanitarie si riferiscono a 80-100 anni fa, quando la malattia aveva tutt’altra gravità e mortalità rispetto a quella italiana degli anni ’90 (prima della vaccinazione di massa).

Altra domanda cruciale: quanto esattamente è mortale il morbillo, anche per le sue conseguenze a lungo termine?

Per capirlo bisogna esaminare gli studi comparativi di bambini che lo hanno preso rispetto a quelli che non hanno preso. Si pensa che il morbillo sia tanto più mortale in Africa ed in altri Paesi meno sviluppati, ma non è così nemmeno da loro, a meno che non coesistano situazioni di malnutrizione od altre condizioni particolari. Infatti, quando sono stati confrontati bambini con morbillo ed altri che non lo avevano contratto, si è riscontrato che la sopravvivenza per i primi era maggiore rispetto a quella dei secondi, per un lungo periodo di osservazione successivo (4 anni).

In uno studio del 1996 – il primo ad esaminare la questione con il confronto – gli autori affermano: “Tra i bambini che avevano avuto il morbillo tra il 1983 e il 1986, non c’era stata una mortalità più alta rispetto ai controlli non immunizzati (1).

Uno studio successivo confermò il risultato:

Non è stata neppure trovata una persistente immunodepressione dopo morbillo: In un lavoro effettuato in Guinea-Bissau, gli autori affermano che “non c’è indicazione di una persistente soppressione delle sottoclassi delle cellule T dopo morbillo, e i bambini che avevano contratto il morbillo non avevano una mortalità maggiore rispetto ai controlli non infettati” (2). I bambini erano stati seguiti per 5 anni.

In altre parole, è stato trovato un vantaggio in termini di sopravvivenza per i bambini che avevano contratto il morbillo, rispetto a quelli che l’avevano evitato. Questo concorda con la memoria storica di quelli della mia generazione (anni ’50, ’60, ’70), che in gioventù avevano considerato il morbillo come una malattia fastidiosa ma poco rischiosa. Non era attesa con paura o con terrore, come la polio. La prendevano praticamente tutti.

Quanto è vantaggiosa la vaccinazione con il l’anti-morbillo?

Da sola ha dimostrato di esserlo, almeno per un tempo limitato, in Paesi in via di sviluppo (3).

Lo scoppiare di estese epidemie in popolazioni altamente vaccinate, ne ha messo in dubbio l’efficacia protettiva a lungo termine nella popolazione.

Tuttavia ormai tale vaccinazione non può essere considerata da sola: viene somministrata assieme ad altre (con la antiparotite, antirosolia ed varicella, con l’esavalente, l’anti penumococcica, l’anti-meningococcica), perciò bisognerebbe valutare l’effetto della associazione completa. Questo confronto non è stato fatto con l’attuale programma vaccinale proposto ed imposto in Italia. Tuttavia studi comparativi suggeriscono un effetto benefico per alcune associazioni e “malefico” per altre.

Per esempio, l’associazione di anti-morbillo con l’anti-tubercolare ha dato effetti apparentemente positivi, mentre l’associazione con la DPT no (4).

Ci sono stati riscontri diversi, per quanto riguarda la mortalità, tra i due sessi. Per esempio nella pubblicazione di Sankoh si legge: “I vaccini vivi hanno degli effetti benefici che sono più importanti degli effetti specifici della prevenzione. I vaccini inattivati possono avere effetti negativi, particolarmente per le ragazze. Gli effetti non specifici spesso differiscono tra ragazzi e ragazze” (5).

Quanto sopra sta ad indicare che lo stesso schema non va bene per tutti.

Quel che è preoccupante è che l’associazione tra vaccini vivi ed inattivati ha dato risultati poco incoraggianti.

In uno studio esteso nel tempo in Africa (6), hanno riscontrato che l’associazione di vaccini vivi ed inattivati era decisamente svantaggiosa in termini di sopravvivenza rispetto a quelli che avevano assunto solo vaccini vivi.

Limiti della vaccinazione anti-morbillo

La vaccinazione anti-morbillo non dà protezione a tutti: ci sono i non-responders (5-8%), inoltre tende a svanire con il tempo (7). Tanto è vero che ora due richiami vengono considerati insufficienti (8) (all’inizio avevano sostenuto che ne sarebbe bastata una sola somministrazione).

Gli anticorpi da vaccinazione che passano da madre a feto sono per quantità e qualità inferiori a quelli da infezione naturale (9).

Per tali motivi ora sono più frequenti le infezioni in soggetti adulti ed in piccoli di età inferiore all’anno quando cioè la malattia è più violenta e pericolosa.

Dal bollettino settimanale dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità): Morbillo in Italia (Aggiornamento del 12 dicembre 2017).

Su 4885 casi di morbillo totali, 293 hanno riguardato bambini sotto l’anno e 3.614 soggetti di età superiore ai 15 anni. Prima della vaccinazione di massa, quasi tutti contraevano la malattia dall’età dell’asilo ai 15 anni, quando è in forma più benigna.

C’è un altro aspetto da valutare. La possibile correlazione causale con l’autismo.

Questa viene negata recisamente. Si sostiene che l’autismo è predeterminato alla nascita. Per una parte dei casi deve essere proprio così. Ma c’è anche l’autismo regressivo, che si sviluppa dopo una crescita normale, per combinazione subito dopo la vaccinazione in molti, troppi casi.

Ci sono due ampi studi che hanno dimostrato la non correlazione tra vaccini ed autismo. Tuttavia i due seguenti si sono dimostrati fraudolenti al di là di ogni ragionevole dubbio: 1) nel primo (10), uno dei coautori (W. Thompson) ha rivelato la manipolazione e la distruzione di dati, 2) la manipolazione dello studio di Verstratten et al. (11) è stata rivelata da una discussione tra i ricercatori, trascritta in un memo che avrebbe dovuto rimanere segreto, ed invece è saltato fuori per caso.

Sulla storia di questa frode ha costruito un’indagine giornalistica approfondita l’ottimo Massimo Mazzucco qui (12) e qui (13). Per inciso, il principale autore, Thomas Verstraeten, è stato assunto dalla GSK lo stesso anno della pubblicazione dello studio. Una fortuita coincidenza. Per combinazione un altro degli autori, Frank De Stefano, è stato poi coinvolto nell’articolo fraudolento di cui al punto 1). Per ulteriore combinazione, la direttrice dei CDC all’epoca, Julie Gerberding, nel 2009 rassegnò le dimissioni e andò a lavorare alla Merck.

Dunque: se hanno dovuto manipolare i dati per ottenere quel risultato, cioè una mancanza di correlazione tra vaccinazione autismo, si può ragionevolmente pensare che, se non li avessero manipolati, una correlazione significativa sarebbe stata trovata. Una correlazione dimostrata ci sarebbe allora.

In base a questa constatazione sicuramente è un falso sostenere che “tutti gli studi sono concordi nell’escludere ecc ecc”, come ora bisognerebbe dire per legge!

Ci sono anche altri studi pubblicati che dicono altro, ovviamente, ma bisognerebbe addentrarsi in un esame più esteso, che faremo prossimamente.

Nelle discussioni attuali viene regolarmente tirato in ballo lo studio “fraudolento” di Wakefield, che tuttavia non proponeva nessuna dimostrazione, ma un problema da risolvere. Il secondo principale coautore, John Walker-Smith, radiato per gli stessi motivi imputati a Wakefield, fu assolto completamente dalla Corte Suprema inglese, che lo riabilitò totalmente (14). Quindi niente frodi. Avrebbero dovuto annullare il ritiro con tante scuse.
A dimostrazione che quanto avevano osservato era reale e quanto la sua storia sia paradossale, Wakefield pubblicò studi, simili a quello ritirato, su altre riviste (15). Altri con gli stessi riscontri furono pubblicati da autori indipendenti senza nessun problema (16). Sono tutti ancora a disposizione, anche su PubMed.

Più che paradossale, la storia di Wakefield si rivela grottesca. Alla fine, non si può negare che quel che osservò era perfettamente vero e replicabile.

Statistiche USA sull’autismo (ASD)

Laddove ci si vaccina di più c’è stato maggior incremento dell’autismo (ASD). In USA nel 2012 veniva registrata una prevalenza di 1:68.

Dopo quattro anni (nel 2016) c’è stato il raddoppio (uno su 36 ragazzi, uno su 27 maschi, una su 80 femmine):

Aumento che non ha escluso la California, stato in cui l’obbligo vaccinale è più duro:

Anche in Italia c’è stato un aumento preoccupante dei casi (17).

Si può allora certamente dire, senza tema di smentite, che le vaccinazioni multiple non hanno per niente impedito né rallentato lo spettacolare aumento dei disturbi dello spettro autistico. L’ipotesi di correlazione causale tra vaccini ed autismo è stata dimostrata sicuramente dai due studi sopra citati (DeStefano F, 2004 e Vestraeten T, 2003), contro la volontà degli Autori.

Conclusione

Non è possibile fare un bilancio dei vantaggi e svantaggi della vaccinazione anti-morbillo i cui effetti non possono essere separati dalle altre previse dal PNPV, per il semplice motivo che studi ad hoc non sono stati fatti. Tuttavia si può dire che vi è una concreta possibilità, in base agli studi esaminati ed alle statistiche presentate, che vi sia un complessivo svantaggio in termini di patogenicità e mortalità nell’attuazione del programma vaccinale attuale. Le vaccinazioni sono inoltre risultate incapaci di rallentare la crescita esponenziale dei casi di autismo.

NB Non sono stati presi in considerazione i casi di morte da vaccino dimostrati dal dr. Dario Miedico e riconosciuti ufficialmente. Quelli, ovviamente, non hanno avuto alcuna risonanza mediatica ed è legittimo pensare che siano la punticina di un grosso iceberg, che si sarebbe visto se lo stesso impegno investigativo fosse stato esteso.

PS Una obiezione potrebbe essere che c’è il controllo post-marketing dell’AIFA che ci rassicura e veglia per individuare eventuali “segnali di allarme”. Ma gli effetti avversi sono tutti considerati “segnalazioni” ed in quel limbo si fermano, anzi vengono poi tutti “sbianchettati” con il bianchetto delle coincidenze dall’ineffabile Ricciardi. Già ho fatto vedere in un precedente post di quanto siano sottostimate quelle “segnalazioni” 18. Una vera sorveglianza dovrebbe essere “attiva”, non passiva (con delle indagini a campione). È perciò che i progetti di sorveglianza attiva sono stati abbandonati: davano luogo a numeri troppo alti. I fondi ad essi destinati sono stati tolti ed investiti più proficuamente nella propaganda. Così le segnalazioni all’AIFA rivestono il ruolo di semplice sfogatoio e non rispecchiano la realtà. Non hanno alcun altro valore, se non quello di distrazione di massa.

Bibliografia

1 Aaby P et al. No Long-term Excess Mortality after Measles Infection: A Community Study from Senegal. American Journal of Epidemiology. 1996;143:1035-41.
“Post-measles excess mortality has been assumed to explain why measles immunization reduces mortality with more than the share of all deaths attributed to acute measles (2, 3, 7). Our observations from rural Senegal contradict these assumptions. Among children who had measles between 1983 and 1986, post-measles cases did not have higher mortality than unimmunized controls”.

2 Aaby et al. No persistent T lymphocyte immunosuppression or increased mortality after measles infection: a community study from Guinea-Bissau Pediatr Infect Dis J 1996;15:39–44.

3 Holt EA, Boulos R, Halsey NA, et al. Childhood survival in Haiti: protective effect of measles vaccination. Pediatrics 1990;85:188-94.

4 Aaby P et al. The introduction of diphtheria-tetanus pertussis vaccine and child mortality in rural Guinea-Bissau: an observational study. International Journal of Epidemiology 2004;33:374–380.

5 Sankoh O et al. The non-specific effects of vaccines and other childhood interventions: the contribution of INDEPTH Health and Demographic Surveillance Systems. International Journal of Epidemiology, 2014, 645–653.

6 Bærent Fisker A et al. Co-administration of live measles and yellow fever vaccines and inactivated pentavalent vaccines is associated with increased mortality compared with measles and yellow fever vaccines only. Vaccine 32 (2014) 598– 605

7 Aaby et al. Waning of Vaccine-induced Immunity: Is It a Problem in Africa? American Journal of Epidemiology. 1999; 149(4):304-5.

8 Mona Marin et al. Recommendation of the Advisory Committee on Immunization Practices for Use of a Third Dose of Mumps Virus–Containing Vaccine in Persons at Increased Risk for Mumps During an Outbreak MMWR / January 12, 2018 / Vol. 67 / No. 1 33.

9 E. Leuridan ∗, P. Van Damme. Passive transmission and persistence of naturally acquired or vaccine-induced maternal antibodies against measles in newborns. Vaccine 25 (2007) 6296–6304.
“Women vaccinated with live attenuated measles vaccine had lower amounts of antibodies and passed on shorter term protection against measles to their children (up to the age of 8 months) than naturally infected mothers (up to the age of 11 months).”

10 DeStefano F. Age at first measles-mumps-rubella vaccination in children with autism and school-matched control subjects: a population-based study in metropolitan Atlanta. Pediatrics. 2004 Feb;113(2):259-66.

11 Verstraeten Safety of Thimerosal-Containing Vaccines: A Two-Phased Study of Computerized Health Maintenance Organization Databases. PEDIATRICS 2003;112:1039-48.

12 http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3671.

13 https://www.youtube.com/watch?v=HMADjE-dC1s.

14

15 Ashwood P, Murch SH, Anthony A, Hayes C, Machado MP, Torrente F, Thomson MA, Heuschkel R, Wakefield AJ., Mucosal and peripheral blood lymphocyte cytokine profiles in children with regressive autism and gastrointestinal symptoms: Mucosal immune activation and reduced counter regulatory interleukin-10. Gastroenterol. 2002;122 (Suppl):A617
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Wakefield AJ, Ashwood P, Limb K, Anthony A. The significance of ileo-colonic lymphoid nodular hyperplasia in children with autistic spectrum disorder. Eur J Gastroenterol Hepatol. 2005 Aug;17(8):827-36.

16 Gonzalez, L. et al., Endoscopic and Histological Characteristics of the Digestive Mucosa in Autistic Children with gastro-Intestinal Symptoms. Arch Venez Pueric Pediatr, 2005;69:19-25.
Balzola, F., et al., Panenteric IBD-like disease in a patient with regressive autism shown for the first time by wireless capsule enteroscopy: Another piece in the jig-saw of the gut-brain syndrome? American Journal of Gastroenterology, 2005. 100(4): p. 979- 981.
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17 http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=60000&fr=n

18 Franchi F. Ad AIFA, con tutta la mia sottostima (calcolo entità sottostima eventi avversi gravi ) (6 febbraio 2018). https://www.facebook.com/fabio.franchi.921/posts/2003496406566426

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Autore dell'articolo: GG

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