E adesso, cosa si puo’ fare? Strumenti legali per combattere questo decreto INCOSTITUZIONALE

Come è noto il team di legali di Genitori del NO Obbligo Lombardia, da più di un mese ha formato dei gruppi di lavoro sui vari argomenti oggetto del decreto legge Lorenzin e a settembre e già previsto un nuovo incontro con gli avvocati per lo stato di avanzamento dei lavori e le strategie da adottare.
In questo momento il gruppo si sta concentrando, insieme a COMILVA, sul tema dell’obiezione attiva (primo step al quale si farà riferimento) e a una lontana ipotesi di far valere la legge sulla privacy per i “dati sensibili”.
Questi sicuramente i primi passi che ci si troverà ad affrontare nel momento in cui si dovessero ricevere delle richieste.
Ora, quali comportamenti si consigliano di tenere da qui al 10 settembre?

Prima di tutto “non svegliare il can che dorme”: non scrivere a pediatri, ASL e scuole con l’intento di anticipare strategie. Ogni iniziativa personale potrebbe precludere la vittoria in giudizio domani, quindi si raccomanda prudenza.
Non partecipare a colloqui con le ASL senza essere prima preparati: nel tempo ci si occuperá anche di questo e verranno fornite linee guida di comportamenti da tenere. Oggi si deve temporeggiare.
Se si dovessero ricevere lettere da ASL e scuole non rispondete, a meno che non siano state inviate a mezzo raccomandata. In questo caso si deve rispondere con una raccomandata, ma ancora una volta si consiglia di temporeggiare dicendo che siete lontani da casa oppure, nel caso in cui sia già settembre, che il bambino non sta bene oppure che non state bene voi, ecc.

Allo stato attuale se il decreto dovesse passare alla camera, la fascia più colpita risulterà quella 0 – 6 anni.
La fascia 6 – 16 anni dovrà al massimo pagare una sanzione ormai prevista molto bassa.
Anche se non sarà tralasciato questo aspetto, bisogna riflettere su un tema importante: sempre stante le informazioni oggi a nostra disposizione, l’unico modo che si avrá a livello legale per far crollare questa legge sarà quello di farla dichiarare incostituzionale.
Come più volte sottolineato la questione di legittimità costituzionale può essere sollevata da una delle parti o dal giudice dinanzi al quale pende il giudizio. Le parti non possono adire direttamente la Corte Costituzionale, ma devono presentare un’istanza al giudice che, valutata la sussistenza dei presupposti per l’attivazione del giudizio di costituzionalità, sarà lui a provvedere alla sospensione del giudizio e alla remissione della questione alla Corte Costituzionale. Il giudizio sarà così sospeso fino alla pronuncia della Corte Costituzionale.

A questo punto è molto importante conoscere i termini contrattuali e il corretto impiego degli stessi. Ogni volta che arriva una comunicazione dalla PA, quella comunicazione è una “proposta di contratto“: ogni risposta crea un precedente in atti pubblici.
Sarà quindi possibile agire come si spiega in questo breve testo.

Prima ipotesi: arriva una lettera dall’asilo dei vostri figli che annuncia che in assenza di libretto vaccinale, corredato di dichiarazione certificazione di vaccinazione o di autocertificazione che attesti il vostro impegno e prenotazione delle stesse, la struttura non potrà accettare il bambino in classe.
Come arriva?
Fogliettino senza busta e magari senza timbro, senza firma del direttore della struttura (legale rappresentante): lo prendete e lo gettate nella spazzatura.
Se la scuola dovesse chiedervi se avete letto l’avviso, dovrete rispondere di non aver ricevuto nulla e ricordate loro che in caso di comunicazione importante devono utilizzare una raccomandata con ricevuta di ritorno a cui seguirà risposta con stesso mezzo.

Seconda ipotesi: raccomandata al vostro indirizzo in cui si dice che visto l’obbligo da parte del recente decreto sui vaccini a lasciare fuori dalla struttura i bambini non vaccinati, il vostro non potrà essere ammesso a scuola.
Fate partire immediatamente una diffida (il format si può trovare qui ) al loro indirizzo e sempre a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, seguita da spedizione a mezzo PEC della quale conserverete lo stato di invio, di ricezione e di apertura.

Se provassero ad insistere escludendo il bambino degli ambienti scolastici, fate immediatamente un esposto al provveditorato del Ministero dell’Istruzione con nomi e cognomi delle persone che hanno tentato questa violazione del dettato costituzionale e del diritto sacrosanto all’istruzione, dei diritti universali sul divieto alla discriminazione e della violazione della libertà di scelta e di cura sancita dagli stessi accordi internazionali.

Date 10 giorni lavorativi al provveditorato per un richiamo severo e formale alla struttura che chiederete venga inoltrato anche a voi per conoscenza.

In assenza di provvedimenti adeguati, procedete alla querela dei soggetti coinvolti con ricorso d’urgenza ex art. 700, compresi i responsabili del Ministero dell’Istruzione e chiedete di essere avvisati di eventuale archiviazione.

Nel frattempo, guai a chi impedisce l’accesso alle scuole ai bambini!
Quindi, al di là di tutte le soluzioni alternative alle quali potremmo pensare per collocare i nostri figli, è importante ricordare che solo con l’obiettivo di far entrare i bambini a scuola avremo la possibilità di mettere in difficoltà un tale sistema.
Se ogni genitore nella fascia 0 – 6 anni trova soluzioni alternative e non fa ricorso, la battaglia è persa in partenza.

Dr. Stefano Manera

Fonti:
Staff Legale Genitori NO Obbligo Lombardia.
Genitori e Bambini Liberi e Sani – Popolo Unico Lombardia

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Autore dell'articolo: GG

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