Paralisi di massa post vaccinazione in un villaggio africano

In poche parole, una Gruaro africana. Vaccini conservati male, bambini paralizzati, governo che tenta di insabbiare l’accaduto.

La storia del MenAfriVac parte da lontano. Dalla voglia di combattere la meningite nella “meningitis belt“, sono state milioni le persone vaccinate con questo vaccino.

Secondo un recente studio del 2015, sono oltre 300 milioni le persone vaccinate con questo nuovo vaccino.

Queste le parole di un ricercatore che ha firmato lo studio, il dr.Dominique Caguant dell’istituto di sanità pubblica norvegese :

” Abbiamo notato come gli strain X, W ed anche il C, si sono evoluti rispetto a come erano qualche anno fa. Adesso sono quelli che causano le epidemie più gravi, il C ad esempio in Niger nel 2015 ed in Nigeria nel 2017.”

Anche qui, il disegno lo sanno fare fino ad un certo punto. Non è una novità che le vaccinazioni riescano, apparentemente, a determinare la diminuzione di un particolare strain, ma poi stringendo, nel concreto, ne emergono altri che diventano più virulenti. Non sembra il cane che si morde la coda?

Quante volte avete letto di una persona morta di meningite nonostante fosse vaccinata? Per carità, può accadere anche senza vaccinazione. Il che ci riporta un po’ alle parole di ieri, scienza o fortuna?

Siamo nel Chad, nel 2013. Un luogo che si trova all’interno di questa cintura. Nello specifico, il villaggio di Gouro, dove vengono vaccinati 500 bambini. La campagna pubblicitaria arriva dai soliti noti : CDC, OMS, Unicef, Melinda&Bill Gates Foundation.

Cosa ci dicono?

Che questo nuovo MenAfriVac è in grado di resistere alle alte temperature, anche per più giorni! Wow, bellissimo no?

Ma c’è un però..

Chi ha sviluppato il vaccino, l’India Serum Institute, ci dice che in realtà, come praticamente tutti gli altri, deve essere mantenuta la catena del freddo.

Da questo documento prodotto dall’OMS, si evince come ad aprile 2012 ancora il MenAfriVac non avesse ricevuto una completa approvazione per essere utilizzato al di fuori della catena del freddo :

“Abbiamo ricevuto dei dati, non pubblicati precedentemente, secondo cui il MenAfriVac potrebbe resistere, in determinate condizioni e per un determinato periodo di tempo, al di fuori del normale range di temperatura. Cercheremo di avere l’approvazione entro fine anno. “

In un report di ottobre però, ancora non viene menzionata l’approvazione, che sarebbe arrivata minimo nel 2013. Ed a fine dicembre 2012 lo troviamo senza colpo ferire in Chad.

Ma questa è solo una tra le tante incoerenze e stranezze della storia che abbiamo raccontato.

Ecco i risultati. Ma io li capisco : dopo anni di ricerche e di promesse il prodotto devono venderlo, sapendo quanto ci hanno investito. Proprio poco tempo fa, è uscito un report a proposito dei vaccini per la meningite : entro il 2026, il mercato raggiungerà il valore di 10 mld di dollari.

E di questo ringraziamo i paesi in via di sviluppo, che ci mettono infrastrutture e manodopera.

Nel Gennaio del 2013, nell’arco di quattro giorni, escono diversi articoli sui quotidiani locali : sul La Voix e sul Journal du Chad si parla di 50 ragazzi ricoverati post vaccinazione, in due ospedali diversi. Vengono raccontate testimonianze da parte dei genitori, di come poche ore dopo la vaccinazione siano stati male, vomito diarrea convulsioni, abbiano avvertito il team vaccinale, e questi hanno bellamente continuato.

Comunque voi fatela la segnalazione, se ci riuscite. Conoscete le differenze tra farmacovigilanza passiva e attiva no? Consiglio la lettura del nostro articolo a riguardo.

Addirittura, in mezzo alla pubblicazione di questi articoli, è stato visto anche il ministro della salute in visita a questi due ospedali.

Si, è una storia di qualche anno fa, però mi sembrava giusto raccontarla. D’altronde episodi del genere si ripetono in ogni parte del mondo, ogni giorno, senza nessuna differenza.

Non per diffondere allarmismo, ma creare consapevolezza.

Ma saranno parole al vento, lo so già.

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Autore dell'articolo: GG

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