Paolo Bellavite: “Senza una farmacovigilanza attiva, possiamo parlare di crimine contro l’umanità”

Serve una farmacovigilanza attiva!

Questa notizia – quella in calce – (non è una fake) è molto importante. Anche il nostro governo dovrebbe fare lo stesso!
Il problema dei vaccini anti-covid infatti non è tanto l’efficacia (come ho già detto e come sa qualsiasi studente di medicina) perché una risposta immunitaria è probabile dal momento che si inietta qualsiasi schifezza nel corpo.
Il vero problema è il rapporto tra (A) benefici ottenuti (numero di malattie evitate al netto della cura e non prevenibili in altro modo) e (B) costi e rischi (effetti patogeni immediati e a lunga scadenza sull’intera popolazione).
Passi per i costi, che comunque vanno a pesare sui bilanci della sanità e quindi a rifurre altri interventi per altre patologie. I RISCHI sono drammaticamente alti. Un vaccino nuovo e mai sperimentato nella vita reale DEVE essere valutato in modo che gli effetti avversi siano conosciuti e quantificati correttamente. Solo così i cittadini possono fare una scelta informata e consapevole. I rischi vaccinali si misurano con la vaccinovigilanza spontanea (su tutti) e attiva (su campioni selezionati, mediante questionari e se è il caso indagini di laboratorio ecc).
Ora si dà il caso che la vaccinovigilanza in Italia (ma anche in tanti altri Paesi) sia molto inefficiente perché si serve delle segnalazioni “spontanee” le quali notoriamente sono una minoranza delle reazioni avverse reali. Per non parlare delle reazioni che insorgono a distanza di tempo (autoimmuni, comprese quelle neurologiche e encefalopatie che provocano sintomi simili all’autismo), le quali facilmente sfuggono alla segnalazione.
Inoltre, aspetto poco conosciuto ma non indifferente, tra le segnalazioni di eventi avversi post-vaccino che arrivano all’AIFA viene fatta un’ulteriore selezione da parte di qualche “esperto” che dice se sono state dovute al vaccino o ad “altre cause”. Naturalmente, basta una qualsiasi altra causa per assolvere il vaccino, anche se esso ha contribuito alla patologia come con-causa. Questo succede anche per i decessi, figuriamoci per altri casi. Un meccanismo micidiale di oscuramento, basato sull’algoritmo OMS, di cui ho già parlato e che ho descritto in un apposito lavoro.
Quindi ben venga uno strumento specifico di archiviazione delle segnalazioni, sempre che sia un software efficace e indipendente, non di quelli del tipo “Dominion”. E comunque sapendo che esso sarebbe l’ultimo anello di una catena che deve partire dal coinvolgimento dei medici, infermieri, farmacie, ecc.
Ma la cosa fondamentale in questa fase è allestire una raccolta SISTEMATICA e “ATTIVA” delle reazioni avverse a breve e medio periodo (almeno 6 mesi) in un campione significativo di vaccinati.
Oltretutto questo servirà per stabilire veramente l’efficacia e la sicurezza dei diversi vaccini e un domani dare al cittadino la possibilità di scegliere il meno peggio o … preferire il rischio di coronavirus! I metodi ci sono e sono ben conosciuti. Per il COVID-19 ne parla già la letteratura scientifica:
Non farlo equivarrebbe a un crimine contro l’umanità.
Paolo Bellavite

 

Nel frattempo, possiamo vedere come si stia organizzando il Regno Unito : pronti  1.500.000 di sterline per trovare uno strumento che possa analizzare gli attesi alti numeri di reazioni avverse al vaccino per il Covid!

Se non fosse chiaro, sarà una sperimentazione a larga scala.

Commenta

Autore dell'articolo: GG

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *