Sono davvero poche mele marce? Parliamo di malasanità #1

Quando cominci a scavare, non si sa se c’è una fine al peggio. Medici corrotti, farmaci troppo cari, errori tremendi. Quattro episodi su un triste fenomeno dei giorni nostri, la malasanità.

 

 

Oggi parliamo di malasanità, e lo faremo anche domani ed anche il giorno dopo ancora e ancora. Erano talmente tante le cose da dire che ci è scappata la mano. Quale è l’unico filo conduttore di questi episodi? La meraviglia di fronte alle fesserie che il sistema medico farmaceutico propina alle persone. Facciamo un piccolo disclaimer : Qua nessuno di noi è contrario alla medicina, anzi. Se si vuole scavare a fondo, succede soltanto perchè la medicina di oggi non è come quella di ieri. Dove ci sta portando il progresso? Quali sono i limiti nel tentare di imporre una visione unica della medicina? L’abbiamo visto quando si parla di vaccini, quando si parla di aborto, quando si parla di testamento biologico. Si dicono tante cose, si fanno proclami, si fa propaganda statale di fake news in televisione. Non pensate però che la Lorenzin o la Grillo sia l’unica a raccontare frottole sulle salute, e spesso questi comportamenti sono influenzati da una cosa, semplice, i soldi. Oppure uno scambio di favori!
Più soldi un medico riceve dalle aziende farmaceutiche più farmaci di marca prescrive, anche un solo pasto offerto può fare la differenza. Così recita il sottotitolo di un documento di ProPublica.

ProPublica è un’organizzazione di giornalisti investigativi indipendenti che lavora indagando sui rapporti fra industria del farmaco e medici negli Stati Uniti. Nel 2010 uscì allo scoperto con la campagna Dollars for Docs, nella quale erano stati messi in rete i nomi di alcuni medici USA con i relativi pagamenti da parte delle case farmaceutiche, per dare modo al pubblico di conoscere le informazioni rese note durante dibattimenti processuali. Con quell’inchiesta uno dei suoi giornalisti vinse il premio Pulitzer. Era un primo tentativo per dimostrare che si prescrivono più farmaci e presidi medicali quando si è stati pagati dall’industria.

Si crede sempre che le male marce siano poche, che regni l’onestà nel mondo della salute : non è così, e dispiace dirlo.

Se la ricerca è in mano a delle multinazionali, e l’UNICO obiettivo delle multinazionali è generare profitto per gli azionisti, la salute viene dopo. Logico no?
Recentemente sul giornale della Clinica Oncologica, è uscito un pezzo molto interessante che conferma quanto di non buono fanno le aziende per il mondo. Nel periodo di osservazione, dal 1996 al 2012,  indipendentemente dai farmaci approvati dalla FDA, indicazioni off label, o farmaci concorrenti fra loro, il prezzo degli antitumorali iniettabili è cresciuto del 37%. Solitamente aumentando la concorrenza i prezzi devono scendere, per i farmaci contro il cancro succede il contrario. E ancora, facciamo un piccolo ragionamento. Tutti i medici basano le loro terapie sulle linee guida. Da chi sono finanziati gli studi che permettono di redigerle? Dalle case farmaceutiche

Su cosa è basata la linea di cura del paziente? Sui farmaci.

I farmaci chi li produce?

Devo andare avanti? E’ abbastanza cristallina la cosa.

Pensate, il 70% dei panel di chi redige le linee guida, ha dei legami con le industrie farmaceutiche.
In Italia, la malasanità è praticamente ben distribuita : il 53 % dei casi avvengono nel Sud, ed il 47% al Nord. Sarà peggiore la qualità al sud per una serie di motivi, però non mi aspettavo una tale omogeneità.
Cosa pensereste se a cena il vostro ortopedico di fiducia vi dicesse :  “Sai, l’altro giorno in ospedale ho rotto un femore di una vecchietta per allenarmi, così quando opero in privato mi faccio trovare pronto! Perchè l’altro giorno ho operato una 40enne, ed ho combinato un disastro..e anzichè dei punti le ho messo una cerniera, così in caso la apro più facile..pensa se venisse operata da altre persone! E non ti racconto di quella ragazza disabile 8 anni fa che è morta dopo averla operata..l’anestesista me l’aveva detto che era una cosa da non fare, ma tanto decidevo io!”

E subito pronto a brindare, non gli rompereste il bicchiere in faccia? Purtroppo i casi di malasanità sono frequenti, da nord a sud. Parliamo di Norberto Confalonieri, primario di ortopedia al Pini di Milano,che secondo gli inquirenti ha costantemente asservito la sua funzione agli interessi di società fornitrici di protesi ortopediche“, favorendo le società Johnson&Johnson Medical e B. Braun Milano in cambio di contratti di consulenza occulti, viaggi all’estero per lui e famiglia, convegni, ospitate in televisione. Secondo il procuratore, il modus operandi di questo ortopedico si pone in netto contrasto con i principi di etica medica. Ma come, adesso si sbandierano radiazioni per tutti quei medici che sono critici sulle vaccinazioni, e su questi non si alza un polverone? Pensate che grazie ai suoi legami con le multinazionali, è finito anche a Medicina33 su Rai2 dove si è praticamente fatto pubblicità. Anche nei suoi rapporti con la Braun il primario ha ricevuto “bonifici”, come il pagamento di cene “per 30 invitati” e “due cravatte marca ‘E.Marinella per 2 invitati”. E cosa fa più scalpore? Il commento del presidente dell’ Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi : “ Come uomo posso dire che provo sdegno per il contenuto delle intercettazioni. Se fosse vero, sarebbe una cosa vergognosa soprattutto per un medico. Aspetteremo il responso del processo, solo dopo prenderemo una decisione : è la regola.” Ma se fosse vero cosa? Capisco l’intenzione di voler “proteggere”, se così possiamo dire, un collega, però  queste regole le rispettiamo quando conviene, e spesso e volentieri fregano le buone intenzioni : giustizia e legge non vanno di pari passo.
Sempre sulle protesi, rimaniamo sempre in Lombardia. A Monza, sono 12 in totale i medici arrestati, tra cui tre chirurghi specialisti in ortopedia finiti in carcere e nove (sei specialisti e tre medici di base) ai domiciliari, nell’inchiesta della Procura su un giro di mazzette per favorire una società fornitrice di protesi. Il pm vuole verificare, alla luce della «spregiudicatezza» e del disinteresse dei due medici “per la salute dei pazienti”, se i due indagati abbiano consumato “plurimi delitti di lesioni volontarie”, magari impiantando protesi scadenti o non necessarie. D’altra parte, nelle conversazioni telefoniche intercettate, lo ripeteva continuamente: “non rimangono appoggiate bene, fanno cagare.”
Capite? Ad alcuni di voi sono state messe protesi che fanno cagare. Siete contenti?
Per oggi ci fermiamo qui, a domani

EP.2 : si parla di linee guida e alcuni dottori italiani

 

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Autore dell'articolo: GG

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