L’Antartide e la crociera: cosa serve per capire che il Super Pass è una Super schifezza?

Antartide e crociera: vaccinati e positivi

Ma di cosa stiamo parlando?

Le due situazioni le conosciamo, brevemente: in Antartide nei giorni scorsi è scoppiato un focolaio tra i ricercatori della base scientifica belga Princess Elisabeth. Sedici persone su 25 sono risultate positive al virus dallo scorso 14 dicembre, come hanno riportato sia la BBC che la rivista Le Soir, spiegando che tutti avevano ricevuto almeno due dosi di vaccino ed erano tutti risultati negativi ai test alla partenza per la base polare.
A bordo della Grandiosa, proveniente da Marsiglia e diretta a Genova, Civitavecchia, Palermo e Malta, è scoppiato un bel focolaio: 150 sono risultati positivi al Covid, chiusi in isolamento nelle loro cabine.  A bordo possono salire solo persone immunizzate con ciclo completo o guarite. Il protocollo poi,  si legge sul sito, prevede “la vaccinazione dell’intero equipaggio”, che viene inoltre regolarmente testato ogni due giorni, mentre i crocieristi sono sottoposti al tampone a inizio, a metà e a fine crociera. Sulla nave vige poi il distanziamento fisico, oltre all’obbligo di indossare la mascherina e alla sanificazione continua degli ambienti e delle superfici di contatto”.

Potrebbe finire qui: l’Antartide e l’MSC hanno sconfitto la cecità

Davvero, una situazione che spiega perfettamente il non senso nel quale viviamo. Ma facciamo finta che uno di loro abbia portato in segreto nella giacca un pochino di kovidh, ancora una volta è evidente, è reale, è davanti agli occhi: la vaccinazione non ferma il contagio. Non bisogna fare i democristiani e dire che non lo ferma del tutto: già di suo il concetto di teoria del contagio è molto fragile, o, perlomeno, non è stampato nelle tavole di Hammurabi.
Altro punto da ricordare: il tasso di positività in Italia tra dicembre 2020 e dicembre 2021 è quasi lo stesso! 8.7% vs 9.5%

Limitiamoci a disegnare i puntini, poi chi vuole li unirà.
Vi ricordate cosa era successo mesi fa in Islanda? Vi lascio articolo ed un piccolo estratto, spero significativo.

Il paradosso islandese: over16 tutti inoculati e l’isola chiude di nuovo

A metà Luglio, prima che scoppiasse questa situazione, altre dichiarazioni da un briefing governativo realizzato assieme al responsabile della Protezione Civile, Víðir Reynisson

“Abbiamo rimosso le restrizioni il 26 giugno perché la situazione era sotto controllo, e da inizio luglio abbiamo smesso di fare tamponi alle persone che venivano dall’estero, questo perché il tasso di vaccinazione era buono e le infezioni dei vaccinati erano basse. Qualche giorno fa abbiamo riscontrato 10 positivi, tutti e 10 vaccinati tra i 20 ed i 50 anni. La maggior parte degli islandesi è vaccinata, per questo non abbiamo riattivato le restrizioni, e non posso dire quanto ancora dureranno queste restrizioni, un mese un anno, non lo so.”

Queste invece alcune sue ultime dichiarazioni, sempre in un breafing governativo con il responsabile della Protezione Civile

“Nelle ultime settimane la Delta ha preso il sopravvento su tutte le altre varianti. Ed abbiamo anche notato come le persone inoculate possano contrarla in maniera relativamente semplice e diffondere l’infezione. Circa la metà degli ospedalizzati adesso è vaccinata. Nessun bambino è stato ospedalizzato in questa ondata.”

 

Prima cosa, contagiarsi non vuol dire ammalarsi o essere in grado di contagiare altre persone. Come suggerisce questo grafico da Reuters  nonostante un focolaio nell’ultima settimana, non si sono registrate morti. Giustamente, ricordiamolo, parliamo di una condizione che lascia indenni in media nel 95% dei casi, ed il cui tasso di letalità è compreso tra lo 0.3 e lo 0.6%, Palù dixit.

La considerazione più grande quindi è: perché obbligare le persone ad un trattamento sanitario ancora sotto sperimentazione- e di cui probabilmente non vedremo mai i risultati finali- approvato attraverso delle procedure d’emergenza?
Uno dei grandi problemi della medicina dei nostri giorni è rappresentato dalla incapacità di affrontare l’imbarazzo, e per questo fare doppiamente brutta figura. Non ci sarebbe niente di male nel dire “vedete, per gli studi che abbiamo portato a termine, ricordando che uno studio clinico non è nemmeno lontanamente paragonabile al mondo reale, la probabilità assoluta che tu, sottoponendoti a questo trattamento per cui nessuno di noi è responsabile, non ti ammali è compresa tra lo 0 e l’1%. ”

Viviamo in un mondo globalizzato, e che si ostina a osservare la malattia esclusivamente sotto il profilo biologico: è impossibile poter continuare così perché non se ne può più uscire.
Quindi, fino al 30 giugno le persone vaccinate potevano entrare in Islanda mostrando il certificato di vaccinazione o di avvenuta guarigione, con un test pcr all’arrivo, con l’attesa al domicilio di un paio d’ore fino al responso. Questo è tuttora valido per i non vaccinati, mentre per i vaccinati nel periodo compreso tra il 2 ed il 27 luglio, non è stato necessario effettuare un test all’arrivo.

Dato che la percentuale di vaccinati è altissima, è possibile che siano stati gli inoculati a portare questo nuovo focolaio? Oppure verranno accusati i bambini e per questo le autorità islandesi faranno dietrofront?

Fun Fact: per le persone che hanno ricevuto la singola dose J&J, la maggioranza nell’isola, il ministero ha offerto dosi di Pfizer o Moderna come boost immunitario.

Direi che ormai è assodato come nel mondo reale questo strumento non sia la manna dal cielo, o come dicono politici nostrani, l’unica via d’uscita per salvarci. Questo è quello che mi urta maggiormente: e non è un problema di vaccini, di essere favorevoli o contrari, di pensare che funzionino o che uccidano.
Parliamo di farmaci sostanzialmente, realizzati dal complesso chimico industriale, che possono funzionare o no, a cui tu puoi credere o no. Se mi ricatti, devi darmi delle certezze: queste certezze non esistono. Non è un essere contrario al farmaco x o y, al massimo sono contrario alla narrazione per cui la malattia è soltanto biologica e può, anzi ormai deve, essere trattata usando solo questi prodotti.
Altrimenti sei un pazzo da legare, una persona che non ragiona, che vuole tornare nel medioevo: discriminare sulla base del niente è davvero pericoloso, e può avere conseguenze drammatiche.
Parole al vento?

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Autore dell'articolo: GG

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