Dr. Franchi : “Ma dove sono finiti i medici?”

Il trattamento dedicato al dott Roberto Petrella e quello riservato ai falsari in camice bianco.

La sua radiazione era ampiamente prevista, tanto che egli lo aveva annunciato: subito dopo essere stato audito dalla commissione del suo ordine il 4 giugno scorso, già si sapeva. Ieri gli è pervenuta la vergognosa comunicazione (non ancora la motivazione!).

È colpevole di aver commesso il più grave reato che possa essere imputato ad un medico. Un reato che non è codificato da nessuna parte (visto che non lo permetterebbe la Costituzione, che ancora prevede la libertà di parola e di scienza, nell’art 21 e 33).

Tale reato è stato inaugurato e varato in un “documento” di tre paginette, pubblicato dalla fnomceo (federazione nazionale degli ordini dei medici) il 8 luglio 2016, approvato all’unanimità dal consiglio nazionale ed il cui fulcro è la menzogna cristallizzata (“i vaccini sono sicuri ed approvati con studi in doppio cieco controllati con placebo”).

Per fortuna della Ministra Grillo non si sono accorti di quel che scriveva nel 2015, altrimenti anche lei sarebbe sotto processo ora.

Quel documento è stato scritto e varato dalla dottoressa Roberta Chersevani, mentre era Ministro la Lorenzin, e non è mai stato ritirato. Le menzogne ivi contenute sono state adottate anche dall’attuale Ministro, che si è ben guardato dal sospendere gli attuali processi e tantomeno revocare LE precedenti risoluzioni contro i dottori Miedico, Lesmo, Gava, Rossaro. Anzi, sembra sia stato dato impulso per accelerare la formazione della commissione d’appello che dovrà giudicarli (tutti loro hanno ricorso, perciò sono formalmente in attesa di giudizio). Questo al fine di radiarli definitivamente.

Pugno di ferro dunque contro chi, come Petrella, ha denunciato la frode (certificata!) relativa all’approvazione del vaccino anti-HPV. Siamo in questa esatta situazione: la società si rivolta violentemente contro chi cerca di difenderla onestamente. E’ come se si volessero licenziare in tronco i carabinieri che arrestano i delinquenti.

Guanto di velluto viceversa da parte della categoria medica (rappresentata dalla fnomceo) contro quelli che compiono reati gravi, riconosciuti tali dagli inquirenti e dalla magistratura.

Esempi se ne possono fare moltissimi ed io ne farò alcuni.

 

Ricordate certamente l’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo. Fu accertato che intascò almeno 600 milioni di lire per aver inserito tra le obbligatorie l’anti epatite B. Un momento: 600 milioni per quel che si sa. Il suo fido collaboratore, Danilo Poggiolini (direttore generale del servizio farmaceutico nazionale) aveva in quell’epoca accumulato ricchezze per circa 500 miliardi di lire! Bene, De Lorenzo non solo non fu radiato, non solo l’anti-epatite B rimase obbligatoria (senza nessuna necessità), ma fu pure premiato con incarichi prestigiosi, ad esempio: Presidente della Coalizione Europea dei Malati di Cancro (ECPC).

E gli autori di manipolazioni di dati scientifici? Tra cui anche il prof Alberto Mantovani, quello che assieme a Burioni si inventò il caso del bambino leucemico morto per morbillo, nel 2016? Sono stati beccati ad “aggiustare” la documentazione poi pubblicata dalle più prestigiose riviste scientifiche internazionali.
Tuttavia non sono stati rinviati a giudizio perché “in Italia non è previsto questo tipo di reato”.
Non risulta che la severissima fnomceo abbia mostrato di accorgersene, né che abbia pensato di dargli un buffetto sul polso. Eppure il prof Mantovani, per falsificare gli studi, ha incassato da enti pubblici 3,06 milioni di euro. Sarà stato giudicato un peccato veniale.

E l’inchiesta Pasimafi? Chi la ricorda? Le è stato dato il nome del panfilo acquistato con i proventi illeciti del prof Guido Fanelli, colui che si auodefiniva così: un “boss capace di spostare milioni di euro”: “Io prendo soldi dall’uno e dall’altro in maniera uguale e paritaria, sono bravo a tenere il piede quattro o cinque scarpe, io ho il centro hub del dolore più grosso d’italia con 19.000 interventi all’anno, ho la forza di spostare milioni di euro perchè con la forza scientifica tutti danno credito a ciò che scriviamo”.

Guido Fanelli, ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università di Parma, era “titolare di una pluralità di incarichi a livello nazionale e regionale, con potestà decisionale in materia di ricerca scientifica” si legge nelle 500 pagine di ordinanza. Fanelli è stato anche estensore tecnico della legge sulla terapia del dolore n 38 del 15 marzo 2010 e componente della Commissione istituita dal ministero. Per lui le manette sono scattate il 7 maggio 2017.

https://www.facebook.com/watch/?v=1498064263579164

Fanelli per gli inquirenti era a capo di tutta l’organizzazione. Dopo 5 mesi di domiciliari è stato però rimesso in libertà, da ottobre dell’anno scorso. Negli affari avrebbe coinvolto anche i figli Roberto e Andrea e la moglie Fiorella Edi Nobili. Fanelli, tra le altre accuse, avrebbe anche intascato quasi 176 milaeuro provento delle iscrizioni ai master sulla terapia del dolore e le cure palliative. Il professore è stato anche accusato di aver manipolato alcuni bandi, facendo entrare chi diceva lui nelle corsie dell’ospedale: 4 i concorsi finiti nell’inchiesta.
Nelle strutture di cui era responsabile sarebbero state svolte sperimentazioni cliniche illegittime su pazienti ignari, a spese del sistema sanitario nazionale. Lo scopo era promuovere e divulgare i prodotti farmaceutici delle ditte “amiche” (con la collaborazione di un dirigente del ministero della Salute) e in cambio il professore riceveva denaro e altri benefit, tra cui appunto lo yacht Pasimafi.

Tra gli imputati, insieme al professore Fanelli, e al suo braccio destro, l’anestesista Massimo Allegri, c’è il nome di Antonio Mutti, ex direttore del dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, coinvolto anche nell’inchiesta “Conquibus” che ha visto l’arresto di un altro medico di Parma, Franco Aversa, luminare delle staminali. Chiesto il rinvio a giudizio anche per Pierfranco Salcuni, prima primario di chirurgia vascolare, per MariaLuisa Caspani, in 1a Anestesia fino all’anno scorso. Tutti dimessi dai loro incarichi dopo lo scoppio dello scandalo.
Nel 2009, guarda caso, è stato pure responsabile dell’unità di crisi per il virus H1N1 (influenza suina) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Bene, lo scandalo era scoppiato nel 2017, ma nel luglio del 2018 il prof Fanelli aveva ricevuto un incarico consulente dell’Azienda sanitaria territoriale di Vimercate. Si è autodimesso nel 2019, di sicuro non si era opposta la comprensiva fnomceo o l’ordine dei medici locale

 

Petrella radiato: ma dove è andata a finire la categoria a cui appartenevo? Un sussulto di dignità non poterbbe averlo? Ed i politici di governo e quelli all’opposizione sono capaci di accettare tutto questo in un rispettoso silenzio-assenso?

Dr. Fabio Franchi

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Autore dell'articolo: GG

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