Il tabacco e la sperimentazione animale

Chi è vegan cerca di evitare, nei limiti del proprio contesto e delle proprie possibilità, qualsiasi prodotto derivante dallo sfruttamento, giusto?
Che il tabacco faccia male lo sanno tutti, ma che sia nocivo anche per gli animali sono in pochi a saperlo. Non essendoci alcun articolo o video completo su ogni aspetto della questione ho cercato di unire i puntini.

Prima di immetterli sul mercato anche le case produttrici di tabacco testano i propri prodotti su animali, in genere conigli, scimmie e cani. Ovviamente lo scopo è quello di verificare i livelli di nocività, di irritazione ed in generale di danni del fumo attraverso vari tipi di test.

Nonostante il fallimento di numerosi studi sugli animali durante gli anni ’50 e ’60 nel rilevare un chiaro legame tra fumo di sigaretta e cancro, nonostante la nostra attuale conoscenza consolidata dei dati clinici umani sulla mortalità causata dal fumo, e nonostante vi sia la possibilità di effettuare test con metodi che non coinvolgono animali, gli esperimenti continuano.
Inoltre i test sugli animali non sono solo crudeli ma anche irrilevanti per la salute umana. Diversi animali hanno reazioni diverse alle tossine e gli animali nei laboratori non sono esposti al fumo di sigarette nello stesso modo e nello stesso tempo nei quali lo sono i fumatori umani.

Tra i vari test vi sono: scimmie gravide sono imprigionate in gabbie strettissime per studiare l’effetto che la nicotina ha sui feti; animali costretti a respirare il fumo di sigaretta fino a sei ore di fila, ogni giorno, per un periodo complessivo che può arrivare fino a tre anni; ratti da laboratorio costretti a stare in piccoli contenitori, il fumo di sigaretta viene pompato direttamente nel loro naso; cani e scimmie con tubi attaccati a fori nei loro collo o con maschere legate alle loro facce per forzare il fumo nei loro polmoni; a topi e ratti viene messo del catrame di sigarette direttamente sulla pelle nuda per indurre la crescita dei tumori.
Si potrebbe continuare molto a lungo la lista, ma credo il concetto sia chiaro.

Il tutto per testare un “vizio” – il tabacco altro non è. Provate a pensarci. Dovrebbe già farvi titubare molto la quantità di ingredienti tossici presenti in una sigaretta (https://comune.info/notizie/10-sostanze-killer-in-una-sigaretta ) visto che il discorso più che “tanto dobbiamo morire tutti” è come stiamo mentre viviamo (e magari anche cosa finanziamo). Ma se non bastasse, almeno smettete per gli animali torturati nei laboratori.
L’uomo sceglie di fumare, gli animali no.

Quindi che fare? La risposta più diretta e sensata sarebbe “non fumare”.
Tuttavia ci sono alcune cose che chi proprio non riesce a prendere questa decisione dovrebbe sapere.
Ci sono diverse compagnie che producono tabacco in vario modo. I nomi che farò sono atti unicamente a chiarire quali sono le differenze tra le alternative.
Intanto una cosa che quasi nessuno sa è che nella stragrande maggioranza delle sigarette sono contenuti ingredienti di origine animale, come ad esempio il castoreo. Non basta quindi che le compagnie non finanzino la sperimentazione.
Ad ogni modo, sul web i nomi che girano di più per quanto riguarda le sigarette “cruelty-free” sono Pueblo ed American Spirit. E’ importante a questo punto precisare che per quanto riguarda Pueblo non c’è chiarezza/conferma sulla questione (né per quanto riguarda le sperimentazione né per quanto riguarda gli ingredienti). L’American Spirit (che era inizialmente nata con una linea “etica”) è stata comprata dalla stessa compagnia che possiede Lucky Strike (parliamo della R.J Reynold che ha comprato la Santa Fe Natural Tobacco Company), per cui finanziarla equivale a finanziare la sperimentazione e tutto il resto.

Un’alternativa che ho avuto modo di verificare con più chiarezza (e che, ribadisco, non considero una reale alternativa se non per chi non vuole per nessun motivo fare a meno di fumare) sembra essere YESSMOKE, che non inserisce ingredienti di origine animale nelle sigarette che produce e che non finanzia sperimentazione animale in quanto testa tramite apparecchi tecnologici (https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Ohqk8dOmJxw). Un’altra sembra essere Chiaravalle che si definisce 100% cruelty-free (http://www.mitspa.it/cruelty-free/).

Fa piacere sapere che ogni tanto dei bastoncini cancerogeni vengono testati nella maniera più sicura.. ehm.

Umorismo a parte, rimane il fatto che le industrie di tabacco sono dei colossi economici spesso coinvolti in più tipi di business.
In generale resta difficile risalire ad ogni test fatto esternamente: alcune aziende potrebbero essere correlate ad altre o ad altre attività e quindi finanziarle comporterebbe finanziare altro. Per questo motivo la scelta più appropriata sarebbe quella di smettere di fumare.

Convincersi di non poter fare a meno delle sigarette non è diverso dal convincersi di non poter fare a meno della carne o di altri alimenti. Provate a mettervi nei panni della vittima, provate a pensare di dover fare in prima persona ciò che è necessario fare per ottenere quelle sigarette. Vi renderete conto che il meccanismo è lo stesso che coinvolge cibo e vestiti.

Allego alcuni video sulla questione, è possibile trovarne tanti altri cercando sul web.
– Esperimento nicotina sui conigli: https://www.youtube.com/watch?v=xZ8_Ad-M-q8
– Tossicità della nicotina sulle rane: https://www.youtube.com/watch?v=tIN7m5DMJyE
– Test nicotina liquida su topi: https://www.youtube.com/watch?v=dfmgpA3x0e4
– “AirCruelty”: https://www.youtube.com/watch?v=2R_xJH3M5DA

Via Mosca Bianca , una pagina davvero molto interessante.

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Autore dell'articolo: GG

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