Come fronteggiare l’influenza? Consigli per la prevenzione!

E’ arrivata l’influenza!
Io l’avevo sempre detto e scritto: il morbillo è una bufala messa in giro per vendere i vaccini, l’influenza è il vero e unico pericolo epidemico (ed è l’unico caso in cui ai vecchietti malandati è consigliabile vaccinarsi anche se il vaccino funziona poco).

Misure di prevenzione (per se e per gli altri) raccomandabili a chi non si è vaccinato e pure a chi si è vaccinato e giustamente non si fida del vaccino:
1. Evitare luoghi pubblici troppo affollati
2. Lavaggio frequente delle mani
3. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
4. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
5. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali)
6. NON fumare
7. Dieta sana e prevalentemente vegetariana con cereali integrali
8. Ridurre il consumo di alcolici
9. Allattamento al seno

Per la terapia, il discorso sarebbe lungo e non voglio dare consigli. Io mi curo con aranciate fresche e omeopatia, prenderei paracetamolo solo se proprio non ce la facessi più e la febbre o il mal di testa mi impedissero di dormire. Ricordiamoci che gli antiinfiammatori non curano l’influenza ma possono ridurre i sintomi, causando altri problemi tra cui la più facile diffusione dei virus. Se insorgono complicazioni batteriche (soprattutto polmonari) sono necessari gli antibiotici, per cui bisogna consultare il medico (non mi è mai successo).

Dr. Paolo Bellavite

 

Da qualche settimana sono iniziati ad arrivare messaggi e telefonate di pazienti, amici e conoscenti costretti a letto da febbre, raffreddore, mal di gola, spossatezza e senso di dolore alle ossa e alle articolazioni, cioè dai sintomi principali dell’influenza, la patologia più tipica dell’autunno e dell’inverno che, proprio in questi giorni, sembra avere il suo picco.

In particolare per i bambini e per gli anziani, i sintomi influenzali e il raffreddore rappresentano un problema da non sottovalutare: oltre al malessere, spesso difficile da gestire, possono sorgere alcune complicazioni quali otiti, bronchiti e polmoniti, ecc.
I più piccoli hanno maggiori probabilità di prendere l’influenza, in particolare, se frequentano una comunità e le giornate perse a scuola e all’asilo creano naturalmente problemi di organizzazione familiare.
E’ noto inoltre che quando un bambino si ammala di influenza, il rischio è che anche tutta la famiglia contragga la stessa patologia.
Anche per gli adulti i sintomi influenzali sono fastidiosi e spesso arrivano proprio quando non è possibile fermarsi.

L’influenza è una malattia infettiva di origine virale che attacca le vie respiratorie. Si diffonde spesso durante l’inverno, nei mesi più freddi, anche a causa del maggiore affollamento nei locali chiusi e con una scarsa areazione. Solitamente dura dai 4 ai 7 giorni.
Il virus dell’influenza è un virus a RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae, estremamente virulento, cioè capace di infettare in breve tempo e in maniera “esplosiva” un gran numero di persone, determinando vere e proprie forme epidemiche o pandemiche, essendo trasmesso per via aerea o tramite contatto con superfici infette.
Nel linguaggio comune tuttavia, si definiscono influenze anche quelle sindromi parainfluenzali causate da altri virus.

Una volta che un soggetto contrae l’influenza, può solo correre ai ripari riposandosi, idratandosi, assumendo integratori vitaminici, fitoterapici o rimedi omeopatici in grado di accelerare il normale decorso della malattia.

Bisognerebbe, al contrario, imparare a prevenire le malattie, influenza inclusa, ma come?

La prima regola è rispettare le norme igieniche più comuni.
– Starnutire sempre coprendosi la bocca e il naso con un fazzoletto.
– Lavarsi spesso e accuratamente le mani.
– Non portare queste ultime al naso, alla bocca e in prossimità degli occhi.
– Evitare i luoghi affollati perché le persone infette possono essere contagiose anche prima di avvertire i sintomi dell’influenza.
– Utlizzare con regolarità la Neti Lota (vedi post precedente).
– Astenersi dal fumo.
– Mangiare sano e tendenzialmente alcalino.

Oltre a queste importanti norme igieniche, è possibile (indispensabile, direi) attuare un’efficace prevenzione attraverso l’assunzione di fitoterapici, vitamine, oligoelementi e rimedi omeopatici opportuni per tempo, ad esempio partendo da ottobre e terminando verso febbraio-marzo.
Per quanto riguarda l’Omeopatia, esistono in commercio molti efficaci rimedi che agiscono come veri e propri “vaccini”, innalzando la capacità reattiva dei soggetti.
Una metodica decisamente più fine è quella di impostare una Cura di Terreno ad hoc, studiata a misura di paziente, capace di ridurre le radici miasmatiche e di rinforzare, quindi, le normali difese.

Importantissima è una costante integrazione delle vitamine D e C e oligoelementi (es. manganese-rame).

Tra i fitoterapici ricordiamo i funghi medicinali (maitake, shitake, reishi, cordyceps), l’echinacea, la rosa canina, la tabebuia, l’astragalo, eccetera, da soli o in fitocomplessi.

Non dimentichiamo in alcun modo il ruolo determinante di un’alimentazione sana, alcalinizzante e possibilmente riscaldante (in cui inserirei di buon grado i probiotici e i fermentati) per il mantenimento dell’intestino nel pieno delle sue funzioni digestive e di difesa.

Infine, la vaccinazione contro il virus sarebbe da riservare esclusivamente (data la sua bassa copertura) ai soggetti ad alto rischio come anziani con patologie croniche, diabetici, cardiopatici, pazienti con malattie respiratorie (enfisema, BPCO, fibrosi cistica), neoplastiche o con deficit immunitari.

Dr. Stefano Manera

 

Siamo nel pieno del “periodo influenzale”, ma per un medico omeopata questo cosa vuol dire?

Significa, come sempre, cercare il rimedio “più simile” alla totalità sintomatologica del paziente.
Ci sono ben 250 rimedi che possono andare bene per curare una influenza, questo sta ad indicare che non esiste una influenza, ma semmai esistono le influenze, dove i sintomi variano.

In Omeopatia poco importa se la “causa” è un virus influenzale o parainfluenzale (anche perchè il virus non è mai la causa prima ma semmai una causa occasionale, perchè senza predisposizioni ad ammalarsi non ci si ammala!), conta però come ci si sente, contano le caratteristiche di questa influenza, quindi i soggetti che colpisce (es. anziani), e se è di natura epidemica.

E’ anche possibile fare una sorta di profilassi (nella letteratura omeopatica vengono raccontate queste profilassi).

Non ho messo volutamente i nomi dei rimedi perchè poi iniziano i soliti commenti su che rimedio ed a che potenza, ma ripeto che questi post sono solo divulgativi per farVi capire la base metodologica di diagnosi che avviene in Omeopatia, non per consigliare dei rimedi.

Cito solo uno dei rimedio più usati, ma per far vedere la estrema somiglianza tra un virus influenzale (virus H1N1 tratto dalla rivista “Focus”), e il vegetale Eupatorium perfoliatum

Dr. Diego Tomassone

Secondo i dati della letteratura medica (anche se ultimamente sembra un modo obsoleto di informarsi) quella che viene diagnosticata comunemente come “Influenza” solo nell’8-12% dei casi è effettivamente dovuta a virus influenzali, nel restante 88-92% dei casi i responsabili sono virus para influenzali, per questo la diagnosi corretta, in assenza di verifica laboratoristica, dovrebbe essere “sindrome influenzale”.
I vaccini antinfluenzali prevengono quindi solo quell’8-12% e la loro efficacia (sempre da letteratura medica) nei vari lavori pubblicati si aggira intorno al 40-50%.
Tradotto in numeri la vaccinazione antinfluenzale è in grado di ridurre del 3-6% le sdr. influenzali.

Dr. Claudio Colombo

Qui è come il CDC ci prende in giro sulla vaccinazione anti influenzale
“Necessità di creare preoccupazione ansia ed inquietudine”
Necessità
Propaganda schifosa

 

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Autore dell'articolo: GG

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