“TSO per chi rifiuta le cure” : anche il ministro Speranza si allinea

Le parole di Zaia non sono bastate

Si parla di TSO come fosse acqua fresca

“Il messaggio che arriva dalla lettura dei dati è che il virus circola ancora. Finché sarà così, non potremo considerare il pericolo alle spalle. Lavoriamo ogni giorno perché non si torni mai più al livello di sofferenza di marzo. Per questo, su ogni atto, seguo il principio della massima prudenza. Oggi se una persona è positiva e non resta in isolamento ha una sanzione penale da 3 a 18 mesi di carcere. E c’è una multa fino a 5mila euro. Sto valutando con il mio ufficio legislativo l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona debba curarsi e non lo fa.”

Stiamo valutando dei TSO per chi rifiuta di curarsi.
Perché questa è l’unica narrativa che va avanti : o con noi o contro di noi. A prescindere dalla validità dei tamponi, a prescindere dalla effettiva forza del virus, a prescindere dalla reale validità della situazione.
Vi rimando al sempreverde podcast con Mosca Bianca, per provare a dare uno sguardo alla situazione estremamente binaria e polarizzante in cui stiamo vivendo

Le parole del governatore Zaia erano solo la punta dell’iceberg : riflettono un sentimento comune su come venga visto il diverso dall’autorità. Non è una questione di carattere scientifico.

 

“Dobbiamo far capire a tutti con la persuasione, l’unico strumento che funziona e ha funzionato, che finché il virus sarà attivo non solo in Italia, ma con numeri sempre maggiori e preoccupanti nel mondo, dovremo rispettare le tre regole rimaste, ossia mascherina, distanziamento fisico di almeno un metro senza assembramenti e rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani. Ho il terrore di vanificare gli enormi sforzi fatti durante il lockdown. Lo dico con le parole di Papa Francesco, peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla.“

Nonostante non possiamo essere certi che il lockdown abbia davvero migliorato le cose – e se ammettessimo che da un lato le ha migliorate, potremmo dire che per altri versi ha dato un botto finale a tante persone – così viene presentata la situazione. Queste 3 regole sono dei dogmi, anche in estate anche all’aria aperta.

Spezziamo una mini lancia

 

“La mia proposta è di ricostruire un rapporto organico tra scuola e sanità. Recuperiamo il senso di una norma del 1961 che introduceva la medicina scolastica, superata negli anni ’90. Una relazione organica costante della prevenzione sanitaria con le scuole. Ho proposto alle Regioni che questo modello venga ripristinato.”

Perché non si vuole essere negativi a priori, almeno c’è il rischio di essere percepiti in questo modo. Durante l’intervista, il ministro ha parlato di medicina scolastica : in soldoni, un medico aveva in carico tre istituti e faceva una serie di screening  in prima e terza elementare. Il medico scolastico conosceva bene direttori didattici e presidi, la maggior parte degli insegnanti. Prima esisteva anche l’assistente sanitaria che costituiva un filtro precedente a quello del medico. Oggi c’è un solo medico scolastico per ciascun distretto sanitario, ma è uno per migliaia di alunni : secondo l’ASL il compito viene svolto oggi anche dal pediatra di base.
I tempi sono cambiati, ma la medicina del territorio rimane forse una delle ultime vere risorse : con i giusti adeguamenti in termini sanitari, penso potrebbe riavvicinare sicuramente il territorio ai medici e viceversa.

 

Coronavirus : cosa ci riserverà il futuro? L’ultima era

Questo è stato l’articolo leggermente pessimista di qualche tempo fa : alla luce di queste ultime dichiarazioni, secondo voi cosa ci riserverà il futuro?


 

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Autore dell'articolo: GG

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